L’ospedale San Camillo Forlanini è uno dei dieci Centri per la Sclerosi Multipla che hanno aderito al progetto StayHome, sviluppato da Biogen in collaborazione con l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM). In una città grande e complicata come Roma, dove solo lo spostarsi da casa a un ospedale può diventare difficile, si cerca di aiutare il più possibile il paziente attivando percorsi di cura domiciliari, soprattutto per una patologia cronica ad alta complessità come la Sclerosi Multipla.

Ma proprio perché si tratta di una patologia complessa non è più difficile uscire dalle mura ospedaliere? “In realtà – spiega Claudio Gasperini, Direttore UOC di Neurologia e Neurofisiopatologia – Azienda Ospedaliera S. Camillo-Forlanini, Roma e Coordinatore Gruppo di Studio Sclerosi Multipla della Società Italiana di Neurologia (SIN) – molte prestazioni in diverse fasi del percorso del paziente potrebbero essere gestite in un setting extraospedaliero a livello territoriale e al domicilio del paziente. La pandemia ha evidenziato ancora una volta la necessità di prossimità delle cure per ridurre al paziente, quando non indispensabile, l’accesso ai centri ospedalieri e per raggiungere nel proprio domicilio quei soggetti che per gravità di malattia non possono recarsi in ospedale”.

Ed è proprio quanto si propone di fare il progetto StayHome che si pone l’obiettivo di realizzare un’appropriata presa in carico non solo ospedaliera, ma anche territoriale e domiciliare del paziente. “Con la partecipazione a questo progetto di prossimità – prosegue Gasperini – vogliamo ridurre le distanze tra centro di riferimento ospedaliero e territorio/domicilio, favorendo la comunicazione e l’interazione strutturata tra medici specialisti, infermieri, medici di medicina generale e operatori sanitari del territorio”. L’attenzione verso i bisogni dei pazienti è il motore da cui parte chi vuole davvero fare la differenza nella cura offerta: “Molti pazienti disabili, con disturbi motori – sottolinea Gasperini – hanno difficoltà a muoversi da casa ed in alcuni casi se associato alla presenza di difficolta economiche, si ritrovano soli, senza alcun tipo di riferimento”.

Un passo alla volta anche il Centro del San Camillo di Roma rappresenta un ‘caso-pilota’ di accesso agile all’Ospedale sfruttando l’assistenza domiciliare. Ma quali sono in concreto i trattamenti e i servizi di cui un paziente con Sclerosi Multipla può beneficiare direttamente a casa sua? “Ce ne sono tanti tra cui la home delivery dei farmaci, il monitoraggio clinico attraverso la telemedicina, la riabilitazione e la teleriabilitazione, ma anche il supporto psicologico”, risponde Gasperini.

Attualmente presso il Centro del San Camillo sono stati identificati gli operatori che saranno coinvolti attivamente nel progetto StayHome e sono state condivise le metodologie che porteranno poi allo sviluppo delle varie attività. “Abbiamo strutturato la programmazione delle attività di assessment attraverso le interviste alle figure professionali individuate dal referente di progetto tra cui il neurologo, l’infermiere, il fisiatra, la fisioterapista e altri professionisti coinvolti come lo psicologo e il Data Manager”, spiega Gasperini che aggiunge: “Abbiamo raccolto e condiviso le informazioni utili all’analisi della gestione attuale del paziente come le Linee guida e i protocolli aziendali adottati per la gestione del paziente con Sclerosi Multipla”. Quali saranno i prossimi step del progetto? “Presenteremo a tutto il gruppo di lavoro i risultati dell’analisi svolta per poter mettere a punto un piano di azione per l’implementazione delle azioni di miglioramento identificate di concerto con il Centro”.