Le dichiarazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sui rischi di un “assolutismo” della maggioranza hanno sollevato un’ondata di reazioni nel centrodestra. Fonti del Quirinale confermano che la valutazione del Presidente del Consiglio sulle parole di Mattarella è corretta.

La giornata è stata caratterizzata da un silenzio imbarazzato all’interno del governo fino all’intervento della Premier Giorgia Meloni, che ha cercato di stemperare le tensioni difendendo il messaggio di Mattarella e attaccando il Partito Democratico. Meloni ha sottolineato che il discorso di Mattarella non era un attacco al governo e ha criticato la strumentalizzazione delle sue parole.

Il vicepremier Matteo Salvini ha espresso chiaramente il suo disaccordo, affermando che in democrazia è il popolo a decidere e che il problema sarebbe piuttosto la “dittatura delle minoranze”. Questo ha portato a una replica fredda da parte del vicepremier Antonio Tajani, che ha ribadito il rispetto dovuto al capo dello Stato. Fonti della Lega hanno successivamente tentato di chiarire che le osservazioni di Salvini non erano rivolte a Mattarella.

Nel frattempo, il Quirinale ha mantenuto una posizione tranquilla, spiegando che Mattarella ha semplicemente ribadito concetti liberali già noti e contenuti nella Costituzione.

Giorgia Meloni, dopo aver difeso Mattarella, ha criticato duramente il PD, accusandolo di esultare e ricordando episodi del passato governo di sinistra. La tensione all’interno della maggioranza è ulteriormente alimentata dalle continue critiche di Salvini ai provvedimenti del governo, mettendo alla prova la pazienza della premier.

La situazione è resa ancora più complessa dall’imminente secondo turno delle elezioni in Francia e dal voto del Parlamento europeo sulle nomine, eventi cruciali per Meloni. La premier sta affrontando anche un danno d’immagine a causa delle inchieste sui giovani di Fratelli d’Italia e la marginalizzazione nelle trattative per la rielezione di Ursula von der Leyen alla Commissione Europea. Inoltre, si teme un possibile rimpasto di governo, con la posizione di Daniela Santanchè sempre più incerta.

In questo contesto, Meloni deve anche prepararsi per la difficile manovra economica di novembre, obbligata all’austerità dal nuovo Patto di stabilità. La tensione all’interno della maggioranza è alta, con dubbi sull’Autonomia differenziata e le difficoltà del premierato che sollevano preoccupazioni. Sullo sfondo, si staglia la possibilità di nuove elezioni, con l’incognita se la luna di miele con gli elettori possa durare fino alla legge di Bilancio per il 2025.