La tensione è salita all’Università La Sapienza di Roma, dove era attesa da giorni una riunione cruciale del Consiglio di Amministrazione (Cda) e del Senato Accademico riguardo agli accordi di ricerca con Israele. Gli eventi si sono intensificati con il tentativo di irruzione, culminando negli arresti di due persone: uno per aver danneggiato un’auto della polizia e l’altro, una ragazza, per aver aggredito un agente. La giornata è stata contrassegnata da scontri che hanno causato feriti tra gli agenti.

La giornata di protesta è iniziata con due studentesse che si sono incatenate davanti al rettorato per richiedere lo stop degli accordi con Israele e le dimissioni della rettrice Antonella Polimeni dalla fondazione Med Or, associata a Leonardo.

Durante una breve conferenza stampa, circa 200 studenti, docenti, e personale amministrativo hanno esposto le loro ragioni di protesta, criticando la rettrice per la mancanza di dialogo con gli studenti e la sua presenza nella fondazione Med Or. Le proteste sono poi sfociate in slogan e gesti di protesta più duri, mentre filtravano notizie sulla riunione del Senato Accademico.

Il comunicato emesso da Cda e Senato Accademico ha espresso dolore per la situazione in Palestina ma ha rifiutato il boicottaggio delle collaborazioni scientifiche internazionali. Hanno invece sottolineato l’impegno per iniziative di sostegno umanitario e solidarietà con le comunità coinvolte nel conflitto.

Gli studenti hanno chiesto la sospensione degli accordi con gli atenei israeliani, evitando qualsiasi accusa di razzismo o antisemitismo. Dopo momenti di tensione, la protesta si è spostata fuori dalla città universitaria, culminando in scontri con la polizia. Alcuni studenti hanno vandalizzato durante il corteo.

La rettrice Polimeni ha ricevuto solidarietà dalla ministra dell’Università, mentre la Conferenza dei rettori ha espresso preoccupazione per gli eventi, ribadendo che la violenza non può essere tollerata in nessuna circostanza.