Le due riforme del centrodestra, premierato e autonomia, avanzano verso l’approvazione in un clima di alta tensione che culmina in una rissa alla Camera. Un deputato pentastellato, forse colpito da un leghista, è stato portato fuori dall’Aula in carrozzina. La situazione degenera quando il deputato leghista Domenico Furgiuele fa il segno della X Mas alle opposizioni che cantano “Bella ciao”. Poco dopo, il deputato Donno tenta di consegnare un tricolore al ministro Calderoli, scatenando una rissa con Donno a terra.

Tornata la calma, iniziano le accuse reciproche. Donno afferma di stare bene dopo un elettrocardiogramma e descrive la dinamica: “ho preso un pugno che mi ha sfiorato la faccia dal deputato Iezzi”. Il leghista Iezzi smentisce, dicendo di aver reagito a un tentativo di aggressione a Calderoli, ma di non aver colpito Donno.

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana esamina i filmati e sospende la seduta. La segretaria del PD Elly Schlein ricorda la recente commemorazione dell’omicidio di Matteotti, condannando la crescente violenza verbale e fisica.

Al Senato, approvato l’articolo sul premierato che introduce l’elezione diretta del premier, si passa all’esame dell’articolo sulle crisi di governo. La maggioranza conferma l’approvazione per il 18 giugno, in parallelo all’autonomia differenziata alla Camera. Le opposizioni protestano in Senato, soprattutto per la mancanza di dettagli sull’elezione diretta del premier.

La ministra Casellati ribadisce che la legge elettorale per il premier sarà presentata dopo la prima lettura della riforma e attacca le opposizioni per la mancanza di proposte alternative. Il presidente del Senato Ignazio La Russa concede altre due ore di dibattito alle opposizioni, nonostante le proteste di Francesco Boccia del PD.

In sintesi, le riforme del centrodestra avanzano tra tensioni e scontri fisici, con le opposizioni che continuano a manifestare il loro dissenso e la maggioranza che spinge per l’approvazione entro il 18 giugno.