domenica, 25 Luglio 2021
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TORINO. FANNO A GARA PER ADOTTARE GIOVANNINO CHE HA UNA MALATTIA RARA

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Foto Giovannino
TORINO. Giovannino è nato in agosto, ha 4 mesi e tutto solo porta sulle spalle un peso molto più grande di lui. Soffre di ittiosi arlecchino, una malattia rara che colpisce la pelle di una persona su un milione. Di solito quasi nessuno sopravvive più di qualche settimana. Ma lui sta lottando per sopravvivere in una stanza della terapia intensiva neonatale dell’ospedale Sant’Anna di Torino che è diventata la sua casa perché i genitori lo hanno lasciato lì quando hanno saputo di cosa era affetto e non se la sono sentita di affrontare una vita piena di complicazioni. “Una decisione che non possiamo giudicare in nessun modo”, ha detto il direttore del reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Sant’Anna Dott. Daniele Farina. Da allora non hanno più avuto contatti con il bambino, che è stato affidato a un tutore legale. Ora ha circa 40 mamme e papà in ospedale. “E’ un bimbo sveglio che sorride e ama essere portato a spasso per il reparto. E’ contento quando qualcuno gli fa ascoltare la musica”.

La storia di Giovannino ha fatto il giro del Paese e in poche ore è scattata una gara di solidarietà e la corsa per adottarlo.

In ospedale lo chiamano Giovannino e le sue quaranta mamme sono le infermiere che lo accudiscono nel reparto. Niente sole per lui, perché la sua pelle è troppo fragile come la carta velina e si spacca in piccoli rombi come il costume di Arlecchino, come le squame di un pesciolino, anche un respiro può causare una lesione. Ecco perché a Giovannino servono continue attenzioni, va massaggiato più volte al giorno con oli e creme idratanti e il rischio infezioni è altissimo. Per questo che l’aspettativa di vita di solito è bassissima. Appena nato veniva massaggiato con gli oli ogni due ore, adesso tre volte al giorno.

Ora si cerca una casa per lui che non è mai uscito dall’ospedale: le comunità che accolgono i bambini non hanno gli strumenti per garantirgli le cure necessarie. Per ora il piccolo resta in ospedale circondato dall’affetto di chi ha conosciuto la sua storia e gli porta giochi e vestiti, affidando tutto alle infermiere e ai medici del reparto. Il Sant’Anna di Torino ha già tenuto i bimbi non riconosciuti alla nascita, una volta ha accolto un bimbo fino ad otto mesi prima di trovare una famiglia.

Per Giovannino ci sono state decine di chiamate ogni giorno. “Lui è pronto per andare a casa anche subito se si trova una famiglia – ha detto il Dott. Farina –  ma tutte le richieste devono passare dall’ufficio Casa dell’Affido del Comune di Torino. Gli italiani sono un popolo di grande cuore. Io – ha proseguito il Direttore Farina – ho grande rispetto per chi deciderà di prenderse cura perché questo comporta un grosso impegno”.

Tra i tanti che si sono offerti di accudire il piccolo Giovannino c’è anche il Cottolengo: il padre generale della Piccola Casa don Carmine Arice è disponibile ad accoglierlo.