Mario Draghi, in piena sintonia con il presidente Sergio Mattarella  fa presentare alla Camera, a nome del governo, un emendamento che stoppa la deroga,  che avrebbe consentito agli alti dirigenti dei ministeri e ai capi delle forze dell’ordine e delle forze armate di superare i 240mila euro di stipendio,  approvata appena ieri a Palazzo Madama.  Una scelta che anche per il Colle era quanto mai “inopportuna” in un momento di crisi come quello attuale, con le famiglie alle prese coi maxi-rincari delle bollette.

La commissione Bilancio, riunita nel tardo pomeriggio, ha votato l’emendamento soppressivo presentato oltre che dal governo anche da tutti i gruppi parlamentari. E il Senato ha fatto sapere di essere pronto, se l’Aula della Camera confermerà la modifica del testo, a riaprire martedì 20 settembre per chiudere definitivamente la partita. In attesa che si chiuda l’incidente degli stipendi di Stato, il governo continua a lavorare al decreto aiuti ter. La dote per il nuovo intervento dovrebbe all’incirca raddoppiare, e attestarsi tra i 12 ei 13 miliardi. In arrivo dovrebbe esserci la proroga del credito di imposta, che potrebbe essere esteso anche ai piccoli esercizi, mentre rimane in bilico la cig scontata. Dovrebbe tornare anche la rateizzazione delle bollette per il quarto trimestre dell’anno. Per le famiglie si punta ad ampliare il bonus sociale, con il limite che potrebbe salire dagli attuali 12mila euro di Isee a 15mila.