Il Palazzo Storico Creberg, a Bergamo, con la mostra sulle collezioni nascoste dell’Accademia Carrara, e l’eclettico Palazzo Strozzi a Mantova. La Biblioteca Luigi Credaro con i suoi oltre 42mila volumi e 25mila manoscritti, o l’appena restaurato Gran Hotel della Posta, entrambi a Sondrio.
E ancora il cinquecentesco Palazzo Magnani a Bologna e l’ex Monte di Pietà a Forlì, la Rocca di Vignola quasi aggrappata al suo sperone di tufo e Palazzo Altieri, considerato il modello dell’architettura e del gusto del barocco romano. Con 100 aperture straordinarie e 5 ‘prime volte’ come la sede centrale della Banca d’Italia a Palazzo Koch a Roma o il Palazzo storico della Banca Lombarda, oggi di Ubi Banca, a Milano, per un giorno tornano a svelarsi al pubblico beni, sedi storiche e moderne e collezioni di banche e fondazioni di origini bancarie, con la XVIII edizione di Invito a palazzo, la manifestazione promossa dall’Abi, in programma sabato 5 ottobre in 62 città d’Italia.
Un’intera giornata, per scoprire gratuitamente e accompagnati da ciceroni volontari, bellezze normalmente ‘segrete’ e inaccessibili, perché custodite nelle sedi o perché normalmente luoghi di lavoro. “Un’iniziativa che cresce di anno in anno – racconta il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli – e nata non per far vedere la ricchezza delle banche e delle fondazioni, ma per far conoscere la sensibilità e il ruolo sociale e culturale dei nostri istituti”, che negli anni hanno acquisito, restaurato e conservato beni e opere d’arte, costruendo collezioni uniche.
“In queste occasioni – prosegue – arrivano grandi afflussi di cittadini, turisti, in particolare di studenti. I più giovani, magari per la prima volta, scoprono questi luoghi che non sono solo d’arte, ma anche di educazione finanziaria e al risparmio.
E poi ci sono i ciceroni, in gran parte cultori della materia o studenti universitari, tutti volontari”. Su 100 palazzi, delle istituzioni coordinate dall’Acri e della Banca d’Italia, “70 sono di 24 banche, 30 di altrettante fondazioni di origine bancaria con ‘nuove’ aperture anche a Pisa e in provincia di Cuneo”.
Città regina delle sedi storiche visitabili quest’anno è Milano, mentre l’Emilia Romagna è la regione (20), seguita da Piemonte (14), Toscana (9), Lazio (8). Tra le curiosità, racconta Corrado Sforza Fogliani, presidente dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, è la Salita agli affreschi del Pordenone a Piacenza. “La Banca di Piacenza – dice – con mezzi esclusivamente privati ha aperto il camminamento di 100 gradoni fino a questi affreschi dipinti prima del Concilio di Trento, quindi senza la castigatezza successiva delle raffigurazioni. Si può ammirare non solo la bellezza dell’opera del Pordenone, ma anche scoprire come si riuscisse a rendere allora il senso della prospettiva”.
“Le giornate Abi dimostrano il lavoro meritorio e decennale che hanno svolto le banche per conservare questo inestimabile patrimonio – commenta il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini – Si può e dovremmo fare di più per i privati che tutelano e valorizzano il patrimonio artistico italiano. Si deve ringraziare l’Abi per quanto fatto e per il lavoro di acquisizioni svolto negli anni. E dobbiamo chiedere loro una cosa: continuate ad acquistare. È importante che questa tradizione secolare continui e continui ad arricchire le collezioni” investendo risorse “anche sull’arte contemporanea”.