CATANIA- Il Tribunale di Catania ha emesso una decisione che ha sollevato dubbi sulle recenti misure del governo italiane riguardanti il trattenimento dei migranti. In particolare, la questione riguarda il trattenimento dei richiedenti asilo provenienti da Paesi considerati sicuri, che attendono l’esito della procedura di frontiera accelerata, e l’imposizione di una cauzione di cinquemila euro per rimanere in libertà. Secondo il giudice, queste misure sono illegittime, contrarie alla normativa dell’Unione europea e non conformi ai principi costituzionali.

La decisione del Tribunale di Catania ha scatenato uno scontro tra il governo e la magistratura, con il Ministero dell’Interno che ha annunciato un ricorso. Il ministro Matteo Salvini ha affermato che serve una profonda riforma della giustizia, mentre esponenti di partiti come Fratelli d’Italia hanno etichettato le decisioni dei giudici come politiche e ideologiche.

Dall’altra parte, l’opposizione ha difeso il provvedimento del giudice, sottolineando l’importanza di fermare l’escalation razzista e sostenendo che il governo è contrario alla legge. La decisione del magistrato è arrivata poco dopo l’inaugurazione di un centro a Pozzallo, destinato a ospitare persone sottoposte alla procedura di frontiera accelerata.

Il provvedimento del giudice mette in discussione i recenti provvedimenti del governo e lo stesso decreto Cutro. Il Ministero dell’Interno ha annunciato il ricorso, sottoponendo la questione a un altro giudice per valutare la fondatezza dei richiami giuridici nei provvedimenti.

Il dibattito rimane aperto su come verranno trattate le prossime richieste di trattenimento per i migranti provenienti da Paesi sicuri, come la Tunisia, con cui l’Italia ha accordi specifici per il rimpatrio. Nuovi centri per questo tipo di misura sono già in fase di allestimento.