Washington, tensione alle stelle. Donald Trump lancia un ultimatum al mondo: scegliere se schierarsi con gli Stati Uniti o con la Cina. Il primo leader straniero a dover rispondere a questo aut aut potrebbe essere Giorgia Meloni, attesa giovedì per un incontro bilaterale alla Casa Bianca. L’Europa, intanto, osserva con preoccupazione mentre l’economia globale rallenta sotto il peso dell’escalation commerciale.
Crescita globale in frenata. L’agenzia di rating Fitch ha tagliato le previsioni di crescita mondiale sotto il 2%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto alle stime precedenti. Anche Stati Uniti e Cina vedono ridotte le loro prospettive economiche: +1,2% per Washington e meno del 4% per Pechino. L’area euro crescerà ancora meno, sotto l’1%.
Powell (Fed): inflazione e incertezza in aumento. Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha dichiarato che i dazi potrebbero causare un’inflazione temporanea e un impatto economico superiore alle aspettative. La Fed, ha sottolineato, attenderà maggiore chiarezza prima di agire sui tassi, anche se i mercati restano altamente volatili.
Una guerra commerciale senza precedenti. Fitch ha definito “il giorno della liberazione americana” – quando Trump ha annunciato i dazi – peggiore delle attese. Anche se in parte sospesi, i dazi del 10% hanno innescato una spirale di ritorsioni con la Cina. L’inflazione americana potrebbe salire al 4%, mentre calano gli investimenti e la ricchezza delle famiglie.
Il WTO taglia le stime sul commercio globale. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Commercio, nel 2025 gli scambi globali caleranno tra lo 0,2% e l’1,5%. E nonostante le critiche interne – tra cui una causa del governatore californiano Gavin Newsom – Trump mantiene la linea dura: “Stiamo incassando centinaia di miliardi di dollari grazie ai dazi”, ha detto in un’intervista a Fox Noticias.
Pressioni sugli alleati. Trump punta a obbligare i Paesi a scegliere tra Washington e Pechino. Panama ha già rinunciato alla Nuova Via della Seta cinese, e l’Italia – pur avendo lasciato formalmente l’iniziativa – ha rilanciato il partenariato strategico con la Cina.
La strategia americana: isolare Pechino. Secondo il Wall Street Journal, gli Stati Uniti intendono usare i negoziati sui dazi per isolare la Cina. L’obiettivo è ottenere dagli alleati l’impegno a limitare l’ingresso di merci e investimenti cinesi nei loro mercati. A guidare la strategia è il segretario al Tesoro Scott Bessent, che non esclude l’esclusione delle aziende cinesi dai listini americani.
Prime reazioni: Hong Kong blocca le spedizioni verso gli USA. Intanto, le poste di Hong Kong hanno annunciato la sospensione delle spedizioni verso gli Stati Uniti in risposta ai dazi. Il presidente cinese Xi Jinping prosegue il suo tour in Asia, cercando sostegno per rafforzare la cooperazione con l’ASEAN.
Pechino apre (con cautela) al dialogo. Il ministero degli Esteri cinese ha lanciato un segnale: “Gli Stati Uniti devono smettere di minacciare e ricattare. Solo su basi di uguaglianza e rispetto reciproco si potrà dialogare davvero”.
L’incontro tra Trump e Meloni, quindi, avverrà in un clima economico e geopolitico estremamente delicato. L’Italia sarà chiamata a prendere posizione, in un momento in cui restare neutrali potrebbe non essere più un’opzione.










