Donald Trump ha annunciato che Russia e Ucraina avrebbero raggiunto un’intesa per sospendere reciprocamente gli attacchi contro le infrastrutture energetiche. La dichiarazione arriva dopo le critiche rivolte da Trump a Kiev per i ripetuti raid contro le raffinerie russe.

«L’Ucraina ha accettato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso», ha scritto Trump sul social Truth, collegando inoltre l’aumento dei prezzi internazionali del diesel soprattutto alla guerra tra Mosca e Kiev.

Il tema dei carburanti è particolarmente delicato negli Stati Uniti, anche in vista delle elezioni di midterm. Trump ha attribuito parte del rincaro agli attacchi ucraini contro gli impianti di raffinazione russi, sostenendo che il conflitto abbia avuto un peso significativo sull’andamento dei prezzi.

Da Kiev è arrivata una disponibilità alla tregua, accompagnata però dalla richiesta di garanzie. Il presidente Volodymyr Zelensky ha spiegato che l’Ucraina è pronta a interrompere gli attacchi qualora venga assicurato anche lo stop russo contro la rete elettrica, le infrastrutture energetiche e altri obiettivi critici ucraini.

«Ci aspettiamo che i partner forniscano dettagli concreti», ha sottolineato Zelensky, manifestando dubbi sulla reale volontà di Mosca di rispettare un eventuale accordo.

Nei giorni precedenti lo stesso presidente ucraino aveva chiesto una sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche in vista dell’inverno. Mosca aveva inizialmente respinto l’ipotesi, pur accogliendo positivamente l’invito di Trump a Kiev a non colpire le raffinerie russe.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che Mosca vede favorevolmente qualsiasi richiesta volta a fermare gli attacchi contro le infrastrutture economiche russe. Restano tuttavia forti le distanze tra le parti sulle condizioni necessarie per arrivare a una soluzione più ampia del conflitto.

Trump aveva inoltre riferito nei giorni scorsi di aver avuto una «ottima conversazione» con Vladimir Putin, sostenendo che il presidente russo sarebbe interessato a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra. Zelensky, dal canto suo, si era detto disponibile a incontrare Putin in occasione del G20 di dicembre, ipotesi inizialmente esclusa dal Cremlino, che avrebbe però successivamente aperto alla possibilità di un incontro mediato dagli Stati Uniti.

L’annuncio della possibile tregua energetica arriva mentre resta alta l’attenzione internazionale sull’andamento dei prezzi del petrolio e dei carburanti, diventati anche un tema centrale nel dibattito politico americano.