– Si rischia uno scontro costituzionale in Usa tra il presidente e i governatori sull’autorità di riavviare le attività economiche nella crisi coronavirus, che secondo il Fmi farà precipitare quest’anno il Pil americano a -5,9% con una disoccupazione al 10,4%: una doccia gelata per Trump, che aveva scommesso sul boom economico per la sua rielezione. «Quando qualcuno è presidente degli Stati Uniti, il suo potere è totale. Spetta a me decidere quando riaprire il Paese», ha rivendicato Trump sfidando le obiezioni dei giornalisti con toni perentori nel suo torrenziale briefing sul coronavirus, trasformato ormai in un ring dove cerca di difendere e riscrivere la sua tardiva risposta alla pandemia, che negli Usa conta oltre 584 mila casi e quasi 24 mila morti. Con le immagini shock dei cadaveri ammassati in celle frigorifere o nelle stanze vuote del Sinai Grace Hospital di Detroit per mancanza di posti all’obitorio. «Deciderò nei prossimi giorni», incalza, annunciando una task force composta di esperti e rappresentanti di vari settori per mettere a punto il piano della ripartenza. «Non abbiamo un re, abbiamo un presidente..George Washington fu presidente, non re Washington, quindi il presidente non ha un potere totale», gli ha replicato sulla Nbc il governatore di New York Andrew Cuomo, sempre più popolare contraltare del tycoon nell’emergenza Covid-19. Poi alla Cnn ha risposto che se Trump gli «ordinasse di riaprire in un modo che mettesse a rischio la salute pubblica degli abitanti del mio Stato io non lo farei». «Avremmo un conflitto costituzionale tra lo Stato e il governo federale, finiremmo in tribunale e sarebbe la cosa peggiore che lui potrebbe fare in questo momento», ha aggiunto Cuomo, evocando la Costituzione americana, «basata sul bilanciamento dei poteri», e in particolare il decimo emendamento, secondo cui i poteri che non sono delegati dalla costituzione al governo federale, o da essa non vietati agli Stati, sono riservati ai Stati stessi. Il tycoon, che oggi ha ricevuto alla Casa Bianca alcuni pazienti guariti dal Covid-19, ha rilanciato la sfida su Twitter: «Cuomo chiama e implora ogni giorno, persino ogni ora, per tutte le cose, gran parte delle quali avrebbero dovuto essere responsabilità dello Stato, come nuovi ospedali, letti, respiratori, etc. Ho ottenuto tutto per lui, e per chiunque altro, ed ora sembra che voglia l’indipendenza! Questo non accadrà». Cuomo ha promosso un lavoro comune con i governatori di altri cinque Stati vicini della costa est (Connecticut, New Jersey, Pennsylvania, Delaware e Rhode Island) per un piano coordinato di riapertura. Anche i governatori di altri tre Stati occidentali (California, Oregon, Washington) stanno facendo altrettanto. Sono tutti dem e questo irrita ulteriormente Trump, che vi legge una vera e propria sedizione: «Dite ai governatori democratici che ‘Ammutinamento del Bounty’ era uno dei miei film preferiti. Un ammutinamento in buon vecchio stile ogni tanto è una cosa eccitante e rinvigorente da vedere, specialmente quando gli ammutinati hanno bisogno di così tante cose dal loro Capitano. Troppo facile!», ha cinquettato gettando altra benzina sul fuoco. Ieri invece il tycoon aveva provato di spegnere le polemiche su Anthony Fauci, negando di voler silurare il super esperto della tarsk force anti coronavirus dopo aver ritwittato un post che chiedeva il suo licenziamento. «È una persona straordinaria», lo ha lodato. Ma lui lo ha gelato nuovamente sulla riapertura: «qualcuno forse pensa che sarà come riaccendere la luce. Ma non sarà così».