Il presidente porta la campagna repubblicana a Grand Island, dove sostiene il senatore Pete Ricketts. JD Vance vola invece in Alaska per Dan Sullivan. Sullo sfondo pesano economia, prezzi dell’energia e nuove polemiche di Trump sul sistema elettorale americano.
WASHINGTON – Donald Trump intensifica la campagna per le elezioni di metà mandato del 3 novembre 2026 e porta il suo tour in Nebraska, uno degli Stati tradizionalmente più favorevoli ai repubblicani ma dove alcune sfide si stanno rivelando più combattute del previsto.
Il presidente è atteso a Grand Island, dove terrà un comizio insieme al senatore repubblicano Pete Ricketts, candidato alla rielezione contro l’indipendente Dan Osborn, sostenuto a livello nazionale da esponenti democratici. La tappa rientra in un tour di 32 giorni con cui Trump punta a mobilitare l’elettorato conservatore in vista dei midterm.
Il raduno è previsto al Pinnacle Bank Expo Center, all’interno del Nebraska State Fairgrounds.
La scelta di Grand Island non è casuale. Trump aveva vinto nettamente il Nebraska nel 2024, ma la corsa al Senato ha assunto un peso nazionale per la presenza di Osborn, candidato indipendente già capace di attirare attenzione nelle precedenti campagne elettorali.
Ricketts, già governatore del Nebraska e poi nominato al Senato prima di essere eletto, punta ora al suo primo mandato completo di sei anni. Trump intende presentare la sfida come parte del più ampio confronto per il controllo del Congresso.
Durante il tour, il presidente sta insistendo soprattutto sul proprio bilancio economico e sugli investimenti industriali, ma in Nebraska deve confrontarsi anche con temi più problematici per l’amministrazione.
Tra questi figurano l’aumento del prezzo del diesel, l’inflazione e il costo dei generi alimentari, questioni particolarmente sentite nelle aree rurali.
Un ulteriore elemento di attrito riguarda il piano dell’amministrazione per aumentare le importazioni di carne bovina dall’estero.
Diversi allevatori del Nebraska hanno criticato la proposta, temendo che un aumento dell’offerta straniera possa comprimere i prezzi e penalizzare i produttori locali. La questione è diventata uno dei temi più delicati della visita di Trump nello Stato.
La Casa Bianca presenta invece le maggiori importazioni come uno strumento per contribuire a contenere i prezzi al consumo.
Il contrasto evidenzia una delle difficoltà della campagna repubblicana: conciliare il messaggio nazionale sul contenimento dell’inflazione con le esigenze di settori produttivi tradizionalmente vicini al partito.
Parallelamente, il vicepresidente JD Vance è impegnato in Alaska per sostenere il senatore repubblicano Dan Sullivan, anch’egli candidato alla rielezione.
La visita coincide con l’annuncio previsto da parte del Dipartimento dell’Energia di 150 milioni di dollari di fondi federali per nuove linee di trasmissione elettrica nello Stato. Il progetto dovrebbe realizzare circa 223 miglia di infrastrutture tra Beluga e Healy, in un corridoio che serve una quota rilevante della popolazione dell’Alaska.
Sullivan affronta la democratica Mary Peltola, in una competizione che ha assunto rilievo nazionale. Energia, sviluppo delle risorse naturali e costo dei carburanti sono alcuni dei principali temi della campagna.
Vance ha inoltre ribadito il sostegno al progetto dell’oleodotto e impianto di gas naturale liquefatto Alaska LNG, pur riconoscendo che diversi aspetti finanziari e commerciali devono ancora essere definiti, compresi quelli legati a un possibile coinvolgimento della Corea del Sud.
Alla campagna elettorale si è aggiunta nelle ultime ore una nuova polemica sulle modalità di scrutinio negli Stati Uniti.
In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha citato il primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane, dove circa 125 milioni di persone hanno votato e i risultati sono stati diffusi rapidamente, per accusare il sistema americano di essere “corrotto”.
Il presidente ha fatto riferimento in particolare a Detroit, Filadelfia e California, sostenendo senza fornire prove che i tempi più lunghi necessari per il conteggio negli Stati Uniti sarebbero collegati a manipolazioni del voto.
In Brasile esiste un sistema nazionale standardizzato, quasi interamente elettronico, con procedure uniformi in tutto il Paese e senza voto per corrispondenza. Negli Stati Uniti, invece, le regole vengono determinate in larga parte dai singoli Stati, alcuni dei quali consentono un uso molto esteso del voto postale e prevedono tempi specifici per verifica, conteggio e certificazione delle schede.
Il riferimento di Trump arriva dopo il primo turno delle presidenziali brasiliane del 4 ottobre.
Il senatore Flávio Bolsonaro ha ottenuto circa il 47% dei voti, precedendo il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva, fermatosi intorno al 45%. Nessuno dei due ha raggiunto la maggioranza assoluta e il ballottaggio è previsto per il 25 ottobre. Le elezioni hanno inoltre prodotto un rafforzamento significativo delle forze di destra nel Congresso brasiliano, con il Partito Liberale di Bolsonaro in crescita sia alla Camera sia al Senato.
È curioso inoltre che Trump, in un altro messaggio poi non più disponibile, abbia inizialmente indicato erroneamente l’India anziché il Brasile, ripetendo sostanzialmente lo stesso confronto sui tempi dello scrutinio.
La visita in Nebraska conferma la strategia della Casa Bianca di concentrare il presidente e il vicepresidente in una serie serrata di appuntamenti elettorali fino al 3 novembre.
Trump ha già fatto tappa in diversi Stati a forte tradizione repubblicana e nei prossimi giorni la campagna dovrebbe spostarsi anche verso aree più competitive.
Il voto rinnoverà l’intera Camera dei Rappresentanti e una parte del Senato, e rappresenterà il primo grande test elettorale nazionale del secondo mandato di Trump.
Per i repubblicani l’obiettivo è difendere la propria presenza al Congresso; per i democratici, sfruttare il malcontento legato al costo della vita, all’energia e alle scelte economiche dell’amministrazione.
In questo quadro, anche Stati considerati tradizionalmente sicuri come Nebraska e Alaska sono entrati nella strategia nazionale dei due partiti, diventando tappe centrali della campagna a meno di un mese dalle urne.










