Con un annuncio shock sul suo social media Truth, il presidente americano Donald Trump ha comunicato di aver ordinato al Pentagono di riprendere i test nucleari, interrotti dagli Stati Uniti nel 1992. La decisione, arrivata poche ore prima di un incontro con il leader cinese Xi Jinping e il giorno successivo al test della super arma russa Poseidon, ha provocato reazioni dure da parte di Cina, Russia e Nazioni Unite.

Trump ha motivato la scelta affermando che gli Stati Uniti “non possono restare indietro” rispetto alle altre superpotenze atomiche: “Possediamo più armi nucleari di qualsiasi altro Paese. La Russia è seconda e la Cina è terza, ma ci raggiungerà entro cinque anni”, ha scritto, aggiungendo di aver già incaricato il “Dipartimento della Guerra” di avviare i test “su base paritaria” con gli altri Stati.

Secondo le stime della Federation of American Scientists, però, i dati diffusi da Trump non corrisponderebbero alla realtà: la Russia disporrebbe di circa 5.459 testate nucleari, mentre gli Stati Uniti ne avrebbero 5.177. La Cina, con circa 600, sta rapidamente espandendo il proprio arsenale e potrebbe superare le 1.000 testate entro il 2030.

La decisione di Washington rischia di compromettere decenni di equilibrio nucleare. L’ultimo test statunitense risale al 1992, mentre nel 1996 fu firmato il Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty (CTBT), che proibisce le esplosioni atomiche: un trattato sottoscritto da 187 Paesi, ma mai ratificato dagli Stati Uniti, dalla Cina e da altri Paesi come Iran e Israele.

Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha invitato alla prudenza, affermando che Mosca “valuterà la situazione” ma non ritiene imminente una nuova corsa agli armamenti. Pechino, invece, ha chiesto agli Stati Uniti di “rispettare la moratoria globale” e di agire per la “salvaguardia del sistema internazionale di disarmo nucleare”.

Durissima anche la reazione delle Nazioni Unite, che hanno condannato l’annuncio: “I test nucleari non devono mai essere consentiti”, ha dichiarato un portavoce del Segretario generale.

L’iniziativa di Trump arriva a pochi mesi dalla scadenza del New START, l’ultimo trattato di controllo degli armamenti tra Stati Uniti e Russia, in vigore fino al febbraio 2026. Un contesto che rischia di aprire una nuova fase di tensione globale e di minare l’intero sistema di sicurezza internazionale costruito negli ultimi trent’anni.