ROMA – Il consiglio comunale straordinario dedicato alla crisi del sistema turistico romano, tenutosi ieri in Assemblea capitolina alla presenza dei Ministri Orlando e Garavaglia; a cui hanno partecipato anche gli assessori al lavoro e al turismo della Regione Lazio; è un primo passo importante: ora occorre trovare soluzione alle crisi aperte, revocare e bloccare i licenziamenti,
indirizzando le aziende ad attivare strumenti conservativi e agire in un’ottica di sistema per rilanciare il settore, senza escludere nuovi interventi di sostegno e protezione”. Lo dichiarano Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma Capitale Rieti e Uil Lazio, unitamente a Filcams Fisascat e Uiltucs di Roma e Lazio, le organizzazioni di categoria del turismo che ieri hanno manifestato in Campidoglio concomitanza con i lavori del consiglio.

“Il sistema turistico della Capitale rischia di esplodere in una crisi occupazionale senza precedenti i cui effetti, a Roma, sono annunciati dalle prime procedure di licenziamento avviate dagli hotel Sheraton, Majestic, Cicerone e Ambasciatori Palace: parliamo, ad oggi, di circa 300 lavoratrici e lavoratori, che per tanti anni hanno operato in queste strutture, facendone la fortuna, oggetto, oggi, di procedure di licenziamento collettivo, che rappresentano la punta dell’iceberg di un processo generalizzato di licenziamenti nel turismo, che rischia di mettere in ginocchio occupazione ed economia del territorio. E’ indispensabile – proseguono i sindacati – un’assunzione generale di responsabilità: se da una parte, infatti, è innegabile la crisi del settore, dovuta a flussi in caduta libera a causa della pandemia, oggi non possiamo non denunciare come nessuna di queste procedure di licenziamento collettivo sia realmente motivata da ragioni economiche”.

“Si tratta, invece, di processi di ristrutturazione, quando non di cessioni di azienda, nell’ambito delle ormai note operazioni di ‘shopping’ nel settore da parte di fondi immobiliari, spesso stranieri, in cui le imprese alberghiere, sfruttando la congiuntura e lo sblocco dei licenziamenti, scelgono di licenziare tutti i propri dipendenti, con contratti stabili e regolari, puntando a sostituirli, in prospettiva, con lavoratori precari e con minori tutele. I ministri ci hanno ricordato che esistono ingenti risorse che possono e devono essere messe a disposizione del settore e che la riforma degli ammortizzatori sociali offre strumenti di protezione del lavoro a cui le aziende possono accedere: è vero, ed è proprio su questa consapevolezza che si basa la nostra denuncia, ma la crisi che si sta determinando nel sistema turistico, in particolare a Roma, impone alla politica di compiere scelte chiare di indirizzo, oltre alla necessità di valutare ulteriori strumenti di sostegno e tutela”, aggiungono ancora i sindacati.

“Per l’insieme di queste ragioni, dando voce alle lavoratrici e ai lavoratori in mobilitazione, registriamo con favore la disponibilità ad attivare un tavolo di confronto interistituzionale sulla crisi del turismo romano, da convocare con la massima tempestività, che preveda un ruolo attivo delle parti sociali e che, nell’ambito di una complessiva operazione di rilancio, riqualificazione e sostegno, definisca il vincolo di utilizzo degli ammortizzatori sociali conservativi, con revoca e blocco dei licenziamenti, senza escludere la possibilità di nuovi strumenti di tutela, anche in deroga, per causale e durata, a quelli già previsti. Intanto la mobilitazione ‘SalviAMOilTurismo’ continua e il prossimo appuntamento è già in agenda: saremo di nuovo in piazza il 4 marzo con un flashmob davanti al Colosseo, a partire dalle ore 14:00, per una grande manifestazione nazionale che coinvolgerà in contemporanea altre 4 città”, concludono Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma Capitale Rieti e Uil Lazio, unitamente a Filcams, Fisascat e Uiltucs di Roma e Lazio.