Si chiudono gli spiragli di una tregua in Ucraina dopo il fallimento dell’incontro tra i ministri degli Esteri di Mosca e di Kiev ieri in Turchia. Proseguono senza sosta i bombardamenti.
A Lutsk le esplosioni sono avvenute vicino all’ aeroporto ed il sindaco ha invitato i cittadini a mettersi al riparo. A Dnipro si parla tre esplosioni, di cui una avrebbe colpito una fabbrica di scarpe. Le altre due vicino ad un asilo nido e ad un condominio, secondo i rapporti diffusi dalla Bbc. Le milizie filorusse del Donbass rivendicano di avere conquistato Volnovakha, cittadina strategica a nord della città assediata di Mariupol. Missili e cannonate segnalati anche a Ivano-Frankivsk, nel sud-ovest, un centinaio di chilometri a sud di Leopoli.

Ma la situazione più drammatica per le città assediate resta quella di Mariupol, dove il vicesindaco ha riferito che oltre 1.200 corpi sono stati rimossi dalle strade e si è iniziato a seppellire i corpi in fosse comuni. Volodymyr Zelensky ha accusato i russi di aver sferrato un attacco sul corridoio umanitario della città del sud.

Joe Biden, intanto, dopo aver già colpito la Russia con dure sanzioni, secondo quanto riportato da Bloomberg, si appresta a chiedere la fine delle normali relazioni commerciali con la Russia, aprendo la strada a un aumento dei dazi sulle importazioni. Sono pronti a nuove sanzioni anche i leader Ue, che si sono riuniti a Versailles sotto la presidenza del semestre francese. Nel comunicato finale i capi di Stato e di governo dei 27 hanno chiesto alla Russia di fermare le operazioni militari, garantire gli accessi umanitari e la sicurezza delle centrali nucleari.