Il premier Mario Draghi in apertura della sua informativa al Senato sulla guerra in Ucraina ha detto che la “speranza di conquistare vaste aree del paese in tempi brevi da parte dei russi s’è scontrata con la resistenza del popolo ucraino” e come la  Nato abbia intensificato le azioni sul fianco orientale. Ha poi spiegato come il contributo italiano sia pari a 2500 unità e nel medio periodo l’Italia sarà pronta  a rafforzare in Ungheria e Bulgaria il suo impegno con rispettivamente 250 e 750 unità in linea con l’azione degli alleati. Ha poi detto: “Valutiamo il sostegno alla Romania per lo sminamento marittimo del Mar Nero e anche alla Slovacchia nella difesa antiaerea. Per impedire che la crisi umanitaria si aggravi dobbiamo raggiungere prima possibile un cessate il fuoco e far ripartire i negoziati: è la posizione dell’Italia, dell’Ue e che ho condiviso con Biden”. Per quanto riguarda il tema energetico il premier ha affermato: “Le stime del governo indicano che potremmo renderci indipendenti dal gas russo nel secondo semestre del 2024: i primi effetti di questo processo si vedranno già alla fine di quest’anno. Durante la mia visita a Washington ho condiviso con il presidente Biden la strategia energetica italiana e siamo d’accordo sull’importanza di preservare gli impegni sul clima che l’Italia intende mantenere. Per diversificare i nostri fornitori ci siamo mossi rapidamente con l’obiettivo di incrementare le forniture di gas naturale di cui abbiamo bisogno come combustibile di transizione, ma anche per aumentare la produzione di rinnovabili”.  Draghi ha anche parlato dell’espulsione dei 24 diplomatici italiani dalla Russia: un “atto ostile che ricalca decisioni simili prese verso altri Paesi europei e risponde a espulsioni di diplomatici da parte italiana. E’ essenziale mantenere canali di dialogo con la Federazione russa e solo da questi canali che potrà emergere una soluzione negoziale”.