L’Ucraina deve affrontare una nuova sfida strategica: la Casa Bianca, sotto l’amministrazione Trump, ha deciso di sospendere parte delle forniture militari a Kiev, compresi i fondamentali sistemi di difesa anti-aerea Patriot. La decisione, giustificata con la necessità di tutelare le riserve americane, ha colto di sorpresa il governo ucraino, che ha subito convocato l’inviato statunitense per ottenere chiarimenti, definendo il taglio “disumano”.

Secondo fonti riportate da Politico, la sospensione, voluta dal responsabile politico del Pentagono Elbridge Colby, riguarderebbe anche munizioni di precisione e altri sistemi anti-missile essenziali per fronteggiare gli attacchi russi. Kiev, già alle prese con la carenza di missili per i sistemi europei Iris-T, Samp/T e Crotal, teme un grave indebolimento della propria capacità difensiva.

Nonostante l’interruzione arrivi dopo i pacchetti di aiuti autorizzati da Joe Biden, la nuova linea adottata da Trump riflette un progressivo disimpegno, in favore di un maggior supporto a Israele. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha tentato di rassicurare la popolazione, spiegando che sono in corso trattative con Washington per chiarire i dettagli del supporto alla difesa. Nel frattempo, il ministro Andrii Sybiga ha rilanciato la proposta di acquistare o noleggiare i sistemi anti-aerei, ma dalla Nato non sono ancora arrivate risposte concrete.

La Russia, dal canto suo, accoglie con favore la svolta americana. Il portavoce del Cremlino, Dmytri Peskov, ha affermato che “meno armi vengono fornite all’Ucraina, più vicina è la fine della guerra”. Intanto Mosca rafforza il proprio arsenale: le fabbriche militari producono circa 70 missili Iskander e 15 Kinzhal al mese, e nell’ultimo fine settimana si è registrato il raid aereo più intenso dall’inizio del conflitto, con oltre 500 colpi lanciati.

Inoltre, l’intelligence ucraina segnala che la Corea del Nord sarebbe pronta a triplicare il numero di soldati a supporto dell’esercito russo, portando fino a 30.000 le truppe coinvolte, nonostante le già pesanti perdite.

Il deterioramento dei rapporti tra Kiev e Washington rischia quindi di cambiare drasticamente gli equilibri del conflitto, mentre il Cremlino cerca di sfruttare ogni spiraglio per consolidare le sue conquiste territoriali.