L’Ucraina torna a chiedere armi e avverte gli alleati: “Chi non ci aiuta, si assume la responsabilità dei morti ucraini”. Lo dichiara il presidente Volodymyr Zelensky, che  evidenzia come sarà necessario un maggiore supporto militare.

“Le vite degli ucraini si stanno perdendo – aggiunge Zelensky –  vite che non possono più essere restituite. E questa è anche responsabilità di coloro che ancora conservano nel proprio arsenale le armi di cui l’Ucraina ha bisogno. Responsabilità che rimarrà per sempre nella storia. Se avessimo jet, veicoli corazzati pesanti, artiglieria – aggiunge – saremmo in grado di porre fine a questa guerra”.
C’è poi la preoccupazione per il ricorso dei russi alle armi chimiche, come espresso da Zelensky. Intanto, secondo la procuratrice generale dell’Ucraina, Iryna Venediktova, al momento sono oltre “5.800 i casi” di crimini di guerra commessi dalla Russia in Ucraina: “Qui stiamo ancora riesumando cadaveri dalle fosse comuni, per quelli che non sono solo crimini di guerra ma anche crimini contro l’umanità”. Sempre Zelensky ha riferito che “le truppe russe hanno lasciato mine ovunque, nelle case, nelle strade, nelle auto, nelle porte: hanno fatto di tutto per rendere il più pericoloso possibile il ritorno in queste aree, hanno fatto di tutto per uccidere o mutilare il maggior numero possibile della nostra gente quando sono stati costretti a ritirarsi dalla nostra terra”.