“Prioritario il controllo del Donbass”. Putin: ‘Nazista boicottaggio della cultura russa’. Gli Usa non useranno armi chimiche

Mentre i negoziati tra Russia e Ucraina non fanno passi avanti, anzi le posizioni appaiono sempre più irrigidite, lo scontro armato prosegue mietendo vittime tra civili e tra soldati di entrambe le parti.

Nonostante i diffusi resoconti sui problemi che le forze armate di Vladimir Putin stanno riscontrando sul terreno in Ucraina, i soldati russi stanno ricevendo dai loro superiori l’indicazione che la guerra debba finire entro il nove maggio.Lo riporta Sky News.

Il nove maggio è la data in cui la Russia celebra la ‘giornata della vittoria’ in memoria della capitolazione della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale.

Il primo obiettivo per le forze russe in Ucraina è il controllo dell’intera regione del Donbass, nell’est del Paese, ha detto il ministero della Difesa di Mosca citato dalla Tass. Intanto secondo il Guardian il ministero della Difesa ucraino afferma che le forze russe hanno creato un parziale corridoio terrestre verso la Crimea dal territorio della regione di Donetsk.

L’EUROPA E ZELENSKY – L’Ue si dice “pronta a chiudere scappatoie, a contrastare possibili manovre evasive e a imporre nuove misure coordinate per minimizzare la capacità” della Russia “di continuare l’aggressione” all’Ucraina. Zelensky ringrazia i 27 – a eccezione dell’Ungheria -, ma biasima il ritardo con cui secondo lui si è mossa l’Europa: le sanzioni sono arrivate “un po’ tardi”, ha detto il presidente ucraino. E intanto sono ripresi a Bruxelles i lavori del Consiglio europeo, che al secondo giorno, è dedicato in particolare all’energia.

LE MINACCE SUL NUCLEARE E LE SMENTITE – Forte reazione da parte di Mosca che smentisce, attraverso il suo ambasciatore a Roma Sergey Razov, l’ipotesi di una “minaccia nucleare” ventilata da Biden e Zelensky e apre un’inchiesta sulla possibilità che Kiev stia fabbricando armi biologiche. Contro la Russia è stata aperta “una guerra ibrida totale”, secondo il ministro degli Esteri Seghei Lavrov citato dall’agenzia Tass.  Il Cremlino ha negato poi qualsiasi violazione delle leggi internazionali sulle bombe al fosforo in Ucraina.

Gli Stati Uniti non hanno intenzione di usare le armi chimiche qualunque siano le circostanze, ha affermato un funzionario della Casa Bianca. Tuttavia Joe Biden fa un passo indietro rispetto alle sue promesse in campagna elettorale e sposa il ‘tradizionale’ approccio americano: quello che prevede l’uso della minaccia di una risposta nucleare come deterrente per i pericoli convenzionali e non nucleari, lasciando di fatto aperta la porta alla possibilità di usare le armi atomiche in “circostanze estreme”. Il cambio di rotta, riporta il Wall Street Journal, è avvenuto sotto la pressione delle ultime settimane degli alleati che ha spinto Biden a ripensare la sua posizione. “La posta in gioco – ha detto Biden alle truppe Usa in Polonia – non e’ solo la difesa dell’Ucraina ma la democrazia nel mondo” ricordando che “siamo nel mezzo di una battaglia tra democrazie e autocrazie”.

PUTIN CITA I ROGHI NAZISTI DEI LIBRI – Putin ha paragonato il boicottaggio di eventi culturali russi ed esponenti della cultura russa nei Paesi occidentali ai roghi di libri di cui si resero responsabili i nazisti. “L’ultima volta – ha affermato il capo del Cremlino durante un incontro con esponenti del mondo culturale – sono stati i nazisti in Germania, circa 90 anni fa, a condurre una tale campagna di distruzione della cultura indesiderabile. Ci ricordiamo bene delle immagini dei libri bruciati nelle piazze”.

INDIA E CINA ORA VOGLIONO ‘UNA TREGUA IMMEDIATA’ –  India e Cina vogliono un cessate il fuoco immediato in Ucraina. Lo dice il ministro degli Esteri indiano, Jaishankar dopo un colloquio con l’omologo cinese Wang Yi. La Cina intanto respinge “con forza” accuse “e sospetti infondati” e “ogni tentativo di esercitare coercizione e pressione” e critica la Nato “residuo della Guerra Fredda”. Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin dice che “le sanzioni non aiuteranno a risolvere i problemi” e che “il dialogo” è l’unico strumento.

 

DALLE CITTA’ – Si temono circa 300 morti nell’attacco russo al teatro di Mariupol del 16 marzo scorso. Lo fa sapere il sindaco cittadino citando dei testimoni.

Intanto, riferisce Ukrinform, che cita la polizia della regione di Kharkiv, l’esercito russo ha bombardato un policlinico a Kharkiv, nel distretto di Osnovyansky: morte 4 persone.

Secondo l’intelligence britannica nel suo bollettino quotidiano, l’esercito ucraino è riuscito a riprendere il controllo di città e posizioni di difesa a est della capitale Kiev.

Sale a 135 il numero dei bambini morti in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, secondo l’ufficio della Procura ucraina in un aggiornamento condiviso dal Parlamento di Kiev sul suo profilo Twitter: “Ad oggi 25 marzo, 135 bambini sono morti in Ucraina a causa dell’aggressione dell’esercito russo. 184 bambini sono rimasti feriti”. Ieri il bilancio dei bambini morti era 128.