L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) ha affermato che il numero di civili ucraini rimasti uccisi dall’inizio dell’invasione russa è “considerevolmente superiore” ai 6.884 noti finora. Il conteggio del numero di vittime civili in Ucraina secondo l’Onu indica che i morti accertati tra il 24 febbraio e il 26 dicembre sono 6.884, di cui 429 bambini. Ma l’agenzia sottolinea che è probabile che la cifra effettiva sia “considerevolmente più alta, poiché le informazioni da zone in cui ci sono state intense ostilità è ritardata e molti rapporti sono ancora in attesa di conferma”.

Nel frattempo l’esercito russo ha bombardato questa mattina la città orientale di Kharkiv e la regione, il sindaco Igor Terekhov ha scritto su Telegram: “Kharkiv è sotto tiro. Chiedo a tutti di rimanere nei rifugi e di osservare le misure precauzionali”, come riporta Unian. Il capo militare regionale Oleg Sinegubov ha esortato a non ignorare l’allerta. Al momento non ci sono informazioni su eventuali vittime e danneggiamenti. Intanto, l’amministrazione comunale di Kiev ha lanciato l’allarme aereo nella capitale.

Volodymyr Zelensky cerca aiuti dall’Italia sui sistemi anti-aerei vitali per difendere l’Ucraina dagli attacchi russi. Il leader ucraino ha riferito che la premier Meloni lo ha “informato” che a Roma “si sta valutando la questione della fornitura di sistemi di difesa aerea a protezione dei cieli ucraini”. Da Palazzo Chigi, Meloni ha rinnovato “il pieno sostegno” del governo all’Ucraina in ambito politico, economico, umanitario e anche militare. Inoltre, ha  confermato la sua intenzione di recarsi a Kiev con l’arrivo del nuovo anno. Intanto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha lanciato l’ennesimo ultimatum a Kiev: “Accetti le nostre proposte in modo amichevole, o in caso contrario sarà l’esercito russo ad occuparsi della questione”. “L’Ucraina smilitarizzerà la Federazione Russa, estromettendo gli invasori da tutti i territori occupati”- ha detto il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak. Mosca si è poi scagliata di nuovo contro l’Occidente e gli Stati Uniti, accusati da Lavrov di “fare di tutto per rendere il conflitto ancora più violento”, di aver portato “alla rottura dei legami tra Russia ed Europa” e anche di tramare per assassinare Vladimir Putin.