Gli Stati Uniti rilanciano l’ottimismo sui negoziati per la pace in Ucraina. Il presidente Donald Trump, dalla Casa Bianca, ha dichiarato che Washington è «molto vicina a un accordo» e che i colloqui stanno registrando «progressi significativi». Anche Volodymyr Zelensky conferma la disponibilità di Kiev a proseguire sulla strada del piano di pace, rivisto dagli Stati Uniti e ridotto dai precedenti 28 punti a 19 dopo gli incontri di Ginevra.
Ma mentre dall’Occidente soffia un vento di fiducia, da Mosca arrivano segnali opposti. Secondo fonti citate dal New York Post, la Russia sarebbe intenzionata a respingere la nuova proposta e a protrarre i negoziati almeno fino a Natale, continuando nel frattempo l’offensiva militare. Il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ribadisce che qualsiasi accordo dovrà riflettere lo “spirito e la lettera” dell’intesa discussa nel precedente vertice di Anchorage.
Intanto, ad Abu Dhabi proseguono i colloqui tra una delegazione russa e un team statunitense guidato dal segretario dell’Esercito Dan Driscoll, alla presenza – secondo indiscrezioni – anche del capo dell’intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov. Washington parla di incontri «positivi», ma nessun dettaglio concreto trapela sul contenuto delle discussioni.
Nonostante l’ottimismo statunitense, restano sul tavolo nodi «delicati ma non insormontabili», come confermato dall’ufficio del presidente ucraino. Zelensky si dice pronto a incontrare Trump quanto prima, nel tentativo di imprimere un’accelerazione ai negoziati. Una situazione quasi ribaltata rispetto ai mesi scorsi: ora è Kiev a spingere per una soluzione, mentre gli Stati Uniti procedono con cautela.
Nel frattempo, la guerra non si ferma. I raid russi continuano a colpire l’Ucraina, con nuovi bombardamenti su Kiev che hanno causato almeno sette vittime. L’Europa invita alla prudenza: il premier britannico Keir Starmer parla di un percorso «ancora lungo e difficile», mentre Emmanuel Macron ribadisce la necessità di evitare una pace che «somigli a una capitolazione per Kiev».
Anche il Papa interviene chiedendo «un cessate il fuoco immediato» e invitando le parti a tornare al tavolo del dialogo. Tuttavia, Trump precisa che incontrerà Putin e Zelensky solo quando l’intesa sarà «definitiva o nelle sue fasi finali».
A oggi, la distanza tra promessa diplomatica e realtà sul campo resta ancora ampia.










