Cresce l’ottimismo sul possibile avvio di un accordo di pace per l’Ucraina, ma le distanze tra le parti restano profonde. Donald Trump ha dichiarato che la pace è “più vicina che mai”, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato dei “negoziati più intensi e mirati dall’inizio della guerra”. Anche da Mosca arrivano segnali cautamente positivi: il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov sostiene che si sia “sulla soglia” di un’intesa.
Nonostante le dichiarazioni, i contenuti concreti dei colloqui appaiono ancora incerti. Il Cremlino ha espresso scetticismo sul ruolo dei Paesi europei nei negoziati tra Ucraina e Stati Uniti, giudicandolo poco promettente ai fini di un accordo accettabile per Mosca. Restano inoltre dubbi sui contatti diretti tra Washington e il presidente russo Vladimir Putin: Trump ha parlato di recenti comunicazioni, ma il Cremlino ha smentito nuovi colloqui dopo quello del 16 ottobre.
Mosca ha ribadito il rifiuto di qualsiasi tregua temporanea, inclusa quella natalizia, sottolineando di voler una pace duratura e non una pausa utile a Kiev per riorganizzarsi. Zelensky ha annunciato che le proposte discusse a Berlino saranno presto finalizzate e inviate alla Russia, ammettendo però divergenze ancora forti sulla questione dei territori occupati. Su questo punto, le posizioni restano inconciliabili: la Russia non intende fare concessioni su Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea, mentre l’Ucraina continua a non riconoscere alcuna sovranità russa su tali aree.
Altro nodo cruciale riguarda le garanzie di sicurezza occidentali e l’eventuale presenza di truppe Nato in Ucraina, ipotesi respinta categoricamente da Mosca. Infine, pesa il tema dei capitali russi congelati: l’Unione europea discute il loro possibile utilizzo a favore di Kiev, mentre il Cremlino minaccia reazioni dure, definendo l’operazione un “furto”.
Alla luce di questi elementi, osservatori europei ritengono che non sia ancora chiaro se la Russia sia realmente pronta a intraprendere la strada di un negoziato di pace, nonostante l’apparente clima di apertura.










