MOSCA – Una telefonata di circa un’ora, definita “franca e costruttiva”, tra Vladimir Putin e Donald Trump ha chiuso la missione diplomatica degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner tra Mosca e Kiev. Sul terreno, però, la tregua di tre giorni osservata dalla Russia durante la visita degli emissari statunitensi si è conclusa con nuovi raid sulla capitale ucraina, che hanno provocato vittime e danni.

Secondo quanto riferito dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, Putin e Trump hanno valutato positivamente gli esiti dei colloqui del fine settimana. Il presidente russo avrebbe ribadito la necessità di arrivare a una soluzione del conflitto, anche nella prospettiva di un più ampio rilancio dei rapporti tra Russia e Stati Uniti.

Anche Volodymyr Zelensky punta a un incontro con Trump nelle prossime settimane. Al centro del confronto ci sarebbero soprattutto nuove forniture americane per rafforzare la difesa aerea ucraina e la possibilità di proseguire i negoziati in formato trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina, forse già in autunno.

Nel colloquio con Trump, Putin avrebbe inoltre escluso qualsiasi piano aggressivo nei confronti dell’Europa. Il Cremlino continua però ad accusare diversi Paesi europei di alimentare il conflitto sostenendo militarmente Kiev e resta contrario a un coinvolgimento diretto dell’Europa nei negoziati.

Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha accusato Kiev di scarsa flessibilità e ha nuovamente sostenuto che alcuni governi europei spingerebbero l’Ucraina a proseguire la guerra. Allo stesso tempo Mosca si è detta favorevole alla ripresa del confronto con Washington e Kiev.

Restano tuttavia profonde le distanze sulle condizioni per una possibile intesa. La Russia continua a rivendicare le proprie posizioni sui territori ucraini occupati e sulla neutralità di Kiev. Secondo il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, gli emissari americani avrebbero ribadito che l’amministrazione Trump tiene conto della situazione militare sul terreno e non sostiene l’ingresso dell’Ucraina nella Nato, una posizione accolta favorevolmente da Mosca.

Tra le ipotesi discusse durante i colloqui ci sarebbe anche una possibile tregua negli attacchi alle infrastrutture energetiche durante il periodo invernale.

Putin e Trump avrebbero infine concordato di proseguire il lavoro sulle questioni umanitarie, compresi gli scambi di detenuti e il ricongiungimento dei bambini russi e ucraini con le rispettive famiglie.

Il dialogo diplomatico sembra dunque riprendere, ma la ripresa dei bombardamenti su Kiev conferma quanto resti ancora fragile la prospettiva di una tregua stabile e di un accordo di pace.