Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sono rientrati negli Stati Uniti dopo una intensa missione diplomatica tra Mosca e Kiev, durante la quale hanno incontrato Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Ora riferiranno al presidente Donald Trump sugli esiti dei colloqui.
Secondo Witkoff, la missione avrebbe prodotto «progressi sostanziali», compresi passi avanti verso l’organizzazione di ulteriori incontri trilaterali. Restano però aperti i principali nodi del conflitto, a cominciare dalla questione dei territori.
Trump, che potrebbe parlare direttamente con Putin e Zelensky, ha intanto avuto un colloquio con il premier britannico Andy Burnham, con il quale avrebbe condiviso l’obiettivo di arrivare a un cessate il fuoco in Ucraina.
Dietro le quinte, secondo fonti europee, Mosca avrebbe manifestato una rinnovata disponibilità a trattare dopo le elezioni per la Duma del 18 e 19 settembre. Francia, Gran Bretagna e Germania hanno preso parte ad alcuni dei colloqui svoltisi a Kiev, ribadendo la volontà europea di sostenere l’Ucraina e di partecipare al processo diplomatico.
Più prudente il Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito la missione americana soltanto un «piccolo passo verso la pace». Le difficoltà economiche della Russia potrebbero tuttavia favorire una maggiore apertura al negoziato.
Anche Zelensky guarda con interesse a una possibile accelerazione diplomatica. Il presidente ucraino teme infatti un nuovo inverno caratterizzato dagli attacchi russi alle infrastrutture e dalla crescente difficoltà nel reperire armamenti. Secondo il leader di Kiev, il periodo tra ottobre e novembre potrebbe rappresentare una finestra utile per tentare una de-escalation.
Gli Stati Uniti starebbero valutando possibili iniziative che consentano a Russia e Ucraina di ridurre l’intensità del conflitto durante i mesi invernali. Zelensky dovrebbe inoltre partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che potrebbe diventare un’ulteriore occasione di confronto diplomatico.
Il presidente ucraino resta però scettico sulle reali intenzioni di Putin. A suo giudizio, il leader russo potrebbe voler sfruttare l’inverno per indebolire ulteriormente l’Ucraina e migliorare la propria posizione negoziale. Al tempo stesso, Zelensky ritiene che Putin non voglia compromettere i rapporti con Trump e che questo possa aumentare la capacità di pressione di Washington.
Sul fronte europeo, intanto, la tensione con Mosca resta elevata. La Russia ha definito una minaccia il dispiegamento di nuovi sistemi missilistici e di artiglieria in Norvegia, annunciando ulteriori misure per rafforzare la propria sicurezza.
Prosegue inoltre lo scontro diplomatico con Berlino: Mosca ha deciso di chiudere il consolato tedesco a San Pietroburgo in risposta alla chiusura del consolato russo a Bonn, disposta dalla Germania dopo il ritrovamento all’aeroporto di Lipsia di un drone carico di esplosivo, episodio per il quale le autorità tedesche hanno accusato la Russia.










