Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana e emissario di Papa Francesco per la pace tra Russia e Ucraina, ha sottolineato l’importanza del negoziato come strumento per risolvere i conflitti. In un’intervista pubblicata da L’Eco di Bergamo, Zuppi ha affermato che i conflitti finiscono sempre con un dialogo, richiamando la saggezza della Chiesa degli ultimi cento anni.

Zuppi ha evidenziato la necessità di coraggio nel negoziare, sia da parte dei protagonisti dei conflitti che della comunità internazionale, che deve impegnarsi con maggiore convinzione a favore del dialogo. Ha sottolineato che la pace si costruisce anche con coloro che fanno la guerra e che il dialogo coinvolge tutte le parti in causa, compresa quella considerata “cattiva”.

Parlando del conflitto in Terra Santa, Zuppi ha condannato l’aggressione di Hamas a Israele, sottolineando che non vi è giustificazione per la crudeltà mostrata. Ha ribadito l’importanza di trovare una via d’uscita che impedisca violenze come quelle perpetrate da Hamas, sottolineando che una guerra come quella in corso nella Striscia di Gaza serve solo al terrorismo folle di Hamas.

In merito al ruolo dei cattolici in politica, Zuppi ha osservato che non esiste più un partito dei cattolici in Italia e che i cattolici sono presenti in tutti gli ambiti. Ha riflettuto sullo stato di difficoltà e cambiamento della Chiesa in Occidente, attribuendo ciò all’individualismo e al nichilismo pratico diffusi.