Udine è stata teatro di forti tensioni nel pomeriggio di oggi durante una manifestazione pro Palestina, organizzata in concomitanza con la partita di qualificazione ai Mondiali tra Italia e Israele, disputata allo stadio Friuli. Un giornalista è rimasto gravemente ferito nel corso di una sassaiola scoppiata tra manifestanti e forze dell’ordine nel centro città. Secondo fonti sanitarie, il cronista ha riportato un “trauma cranico importante” ed è stato trasferito d’urgenza in ospedale, dove non risulta in pericolo di vita.

La protesta, promossa dal Comitato per la Palestina di Udine e sostenuta da oltre 350 realtà associative, ha visto la partecipazione di circa 10 mila persone — 5 mila secondo la Questura — arrivate anche da altre regioni. Il corteo, partito da piazza della Repubblica e diretto verso piazza Primo Maggio, si è inizialmente svolto in modo pacifico, con cori, striscioni e una grande bandiera palestinese.

Gli scontri sono esplosi all’arrivo in piazza Primo Maggio, quando un gruppo di manifestanti ha tentato di forzare il cordone di polizia per avvicinarsi allo stadio. Ne è seguita una violenta sassaiola, con lancio di petardi e transenne contro i blindati. Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni, idranti e cariche di alleggerimento. La città, completamente blindata, ha visto la chiusura di molti negozi e bar del centro.

Parallelamente alla protesta, si è tenuto un momento di preghiera per la pace nella chiesa di Santa Maria di Castello, presieduto dall’arcivescovo mons. Riccardo Lamba. All’incontro ha partecipato anche il sindaco Alberto Felice De Toni, che ha ribadito il suo appello alla pace e la contrarietà alla disputa della partita in un momento di guerra a Gaza: “Tifo per entrambi e tifo per la pace”.

Massime le misure di sicurezza anche allo stadio Friuli, con controlli serrati ai varchi, metal detector, verifiche con droni e presidi dei tiratori scelti nei pressi dell’albergo della delegazione israeliana. In altre città italiane — da Bari ad Ascoli Piceno — si sono tenuti cortei analoghi, uniti dallo slogan “Cartellini rossi contro Israele”.