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Anche se il ritorno alla normalità sarà molto lungo, è chiaro che le misure straordinarie di chiusura non possono durare all’infinito“. Lo sottolinea la “Joint European Roadmap towards lifting Covid-19 containment measures” (Roadmap europea congiunta verso la rimozione delle misure di contenimento della Covid-19), presentata oggi a Bruxelles dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

 Per l’Ue occorre “una valutazione continua” delle misure di contenimento in vigore, per assicurarsi che siano “proporzionate”, a mano a mano che “la nostra conoscenza del virus e della malattia si evolve”. Pertanto, “è indispensabile pianificare la fase in cui gli Stati membri potranno far ripartire le attività economiche e sociali, minimizzando gli impatti sulla salute delle persone e senza sovraccaricare i sistemi sanitari. Questo richiede un approccio ben coordinato nell’Ue e tra gli Stati membri”.

Nell’Unione europea l’azione per rimuovere le misure di contenimento decise per contrastare la pandemia di Covid-19 sarà “graduale”, dato che “le misure verranno rimosse in diversi stadi e dovrebbe essere lasciato un tempo sufficiente tra uno stadio e l’altro (per esempio, un mese), dato che gli effetti della loro rimozione possono essere misurati solo nel corso del tempo”, si sottolinea ancora.

Nell’Ue c’è “l’assoluta necessità di sviluppare una strategia per avere investimenti massicci” e, a questo fine, “il prossimo Mff”, il Quadro Finanziario Pluriennale, il bilancio dell’Ue 2021-27, “è la chiave”. E “anche la Banca Europea per gli Investimenti è uno strumento essenziale” per “sviluppare una strategia molto forte per gli investimenti”, ha detto Michel, presentando il documento che mira a fornire agli Stati membri linee guida per avere una rimozione delle misure di chiusura che sia coordinata a livello europeo e non dannosa per il funzionamento del Mercato Unico come lo è stata l’adozione delle misure medesime.

Nell’Unione europea inoltre “numerosi Paesi hanno incoraggiato la produzione interna” di materiale protettivo, come le mascherine. E’ un approccio corretto, perché “dobbiamo essere molto meno dipendenti dai produttori esterni all’Ue, se vogliamo essere un’Europa in grado di prendere in mano il proprio futuro”, ha detto ancora il presidente del Consiglio europeo.