L’ultimo vertice dei 27 prima delle elezioni europee ha visto emergere l’ombra di Mario Draghi, rendendo il contesto politico ancora più complesso per Giorgia Meloni. Il discorso di Draghi, tenuto martedì scorso a La Hulpe, ha alimentato speculazioni riguardanti la sua possibile ascesa alla leadership dell’Europa, alla Commissione o come successore di Charles Michel. Questa ipotesi risulta delicata per la maggioranza di governo e potrebbe influenzare anche la campagna elettorale imminente.

Meloni ha scelto di mantenere una certa distanza da questa ipotesi, sottolineando che spetta ai cittadini decidere e che il dibattito su Draghi è filosofico. Tuttavia, durante il punto stampa successivo alla riunione, Meloni ha sottolineato l’importanza del cambiamento, evidenziando che questa sarà l’ultima riunione prima delle elezioni e auspicando un’Europa diversa per il futuro.

Draghi rappresenta un nome complicato per gli equilibri politici e di maggioranza, come confermato dalle dichiarazioni di Matteo Salvini e di esponenti di altri partiti. Tuttavia, esiste un certo sostegno da parte di un establishment politico ed economico sia in Italia che in Europa per una possibile ascesa di Draghi a una posizione di rilievo nell’Unione Europea.

Attualmente, Ursula von der Leyen rimane la candidata favorita per la presidenza della Commissione, proposta dal Partito Popolare Europeo. Meloni ha evidenziato alcuni punti di convergenza con von der Leyen, ma ha anche espresso la necessità di un cambiamento di rotta su questioni come il debito comune e il Green Deal.

Meloni ha affrontato anche altri temi, smentendo notizie false riguardanti la politica interna italiana e affermando la piena coerenza del suo partito con la politica estera europea, inclusa la difesa dell’Ucraina e il sostegno al dossier libanese.