Secondo un’inchiesta del quotidiano olandese De Telegraaf, l’Unione Europea avrebbe segretamente finanziato gruppi ambientalisti per promuovere le politiche green dell’ex commissario Frans Timmermans. Il quotidiano cita contratti riservati, tra cui uno da 700mila euro destinato a orientare il dibattito sull’agricoltura.
L’inchiesta rivela che Bruxelles avrebbe utilizzato fondi multimiliardari destinati a sussidi climatici e ambientali per finanziare una “lobby ombra” volta a spingere le politiche green in cima all’agenda europea. Tra gli esempi citati, una campagna a favore della controversa Nature Restoration Law, sostenuta da un’ampia rete di associazioni ambientaliste coordinate.
L’eurodeputato olandese del PPE, Dirk Gotink, ha confermato l’esistenza di documenti riservati che dimostrerebbero la creazione di liste di politici da contattare e la richiesta alle ONG di fornire risultati concreti in termini di lobbying, come l’incremento dell’ambizione delle normative ambientali del Parlamento europeo.
Il commissario europeo al bilancio, Piotr Serafin, ha ammesso che “è stato inopportuno finanziare ONG per fare lobby”, pur sottolineando che il programma Life sostiene enti no-profit per l’attuazione delle politiche UE. Serafin ha annunciato nuove linee guida per prevenire situazioni simili in futuro e ha confermato la cooperazione con la Corte dei Conti per un audit sulla trasparenza dei finanziamenti alle ONG, i cui risultati sono attesi nella prima metà del 2025.
L’inchiesta ha scatenato reazioni contrastanti nel panorama politico europeo. Il leader sovranista olandese Geert Wilders ha criticato duramente Timmermans con un post sui social media, mentre il portavoce del premier ungherese Orban ha insinuato che il sostegno al Green Deal potrebbe non essere stato del tutto spontaneo.
Nicola Procaccini, eurodeputato di Fratelli d’Italia, ha parlato di “Timmermans-gate”, definendo la situazione “inquietante” e chiedendo un’indagine approfondita per verificare la regolarità delle azioni di Bruxelles.
Dal fronte opposto, i socialisti olandesi hanno difeso il ruolo delle ONG, sottolineando l’importanza di ascoltare tutte le voci nella democrazia e accusando la destra di ipocrisia.
L’inchiesta ha acceso un acceso dibattito sull’influenza delle lobby nella definizione delle politiche ambientali dell’UE e sulla trasparenza nell’uso dei fondi pubblici.










