Il paese di Vigonovo si prepara a dare l’ultimo saluto a Giulia Cecchettin il 5 dicembre, con una cerimonia funebre nella Basilica di Santa Giustina, la quale può ospitare migliaia di persone. La Procura ha concesso il nulla osta per l’uso della sala dopo l’autopsia, la cui durata è stata di 12 ore, durante la quale sono stati eseguiti anche una Tac e esami tossicologici. Giulia è stata colpita al collo, e il tragico episodio si è verificato a Fossò.

Il giovane responsabile, Filippo Turetta, ha rilasciato una confessione dettagliata al pm Andrea Petroni per nove ore, affermando di amare Giulia e di non accettare la fine della loro relazione. Turetta ha cercato di giustificare l’omicidio come un impulso incontrollabile, negando premeditazione e cercando di insinuare dubbi sulla reale intenzione di uccidere. Giulia, secondo il suo racconto, aveva cercato di aiutarlo nonostante comportamenti violenti e minacce di suicidio.

Il tragico evento ha avuto luogo tre settimane fa, quando Turetta, dopo un pomeriggio e una cena insieme a Giulia, ha perso il controllo di sé nel parcheggio vicino a casa di lei. Turetta ha spinto Giulia a terra, la ha colpita con calci, e il primo coltello spezzato è stato trovato a terra. Nonostante una chiamata al 112 e l’intervento di un vicino di casa, nessuna pattuglia è giunta sul luogo. La seconda fase dell’aggressione è avvenuta nella zona industriale di Fossò, con un coltello da 12 centimetri recuperato successivamente nell’auto di Turetta.

Le autorità stanno valutando il racconto di Turetta e cercando riscontri, considerando l’ipotesi di omicidio preterintenzionale. Tuttavia, il gip ha sottolineato la “volontà” palese dell’omicidio, considerando le modalità ripetute dell’aggressione. Nel caso le indagini siano completate entro sei mesi dall’arresto, gli inquirenti potranno richiedere il processo con rito immediato, con la possibilità di contestare altre aggravanti che potrebbero portare all’ergastolo.