La Regione Umbria introduce una nuova tutela sanitaria per le donne vittime di violenza, eliminando il ticket sulle prestazioni specialistiche e sui percorsi psicologici direttamente collegati agli abusi subiti.
La Giunta regionale ha approvato il provvedimento che rende pienamente operativa l’esenzione prevista dal nuovo “Codice Rosa – Percorso regionale in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria per le donne che subiscono violenza”, adottato dalla Regione alla fine di agosto per uniformare l’accoglienza e la presa in carico nei pronto soccorso umbri.
Il cuore della misura è l’introduzione del codice “V99 – Vittima di violenza”, destinato alle cittadine residenti in Umbria.
L’esenzione viene riconosciuta dopo il rilascio di un referto di pronto soccorso o di una certificazione specialistica emessa da una struttura sanitaria pubblica. Il tesserino ha una validità iniziale di un anno e copre visite, accertamenti specialistici e percorsi di sostegno psicologico riconducibili ai maltrattamenti o agli abusi subiti. Qualora il percorso di cura debba proseguire oltre i dodici mesi, il beneficio potrà essere rinnovato.
La Regione sottolinea che l’intervento si colloca tra le prestazioni aggiuntive rispetto ai livelli essenziali di assistenza, con l’obiettivo di evitare che il costo delle cure possa trasformarsi in un ulteriore ostacolo per chi sta cercando di uscire da una situazione di violenza.
L’esenzione si inserisce in un sistema più ampio costruito attorno al Codice Rosa, il protocollo regionale introdotto per la prima volta in Umbria nell’agosto 2026.
Il percorso si attiva già dal triage e prevede l’accompagnamento della donna in una “Stanza Rosa”, uno spazio riservato nel quale l’assistenza viene affidata a un’équipe multidisciplinare. Il protocollo punta anche a evitare che la vittima debba ripetere più volte il racconto della violenza e prevede il raccordo tra ospedale, consultori, centri antiviolenza, forze dell’ordine e autorità giudiziaria.
Quando necessario può essere coinvolta anche una mediatrice linguistica e culturale. Dopo la dimissione è inoltre previsto un collegamento con i servizi territoriali e un primo contatto con la donna entro 72 ore. La rete regionale interessa i presidi di Perugia, Terni, Città di Castello, Gubbio-Gualdo e Foligno.
Per finanziare la nuova esenzione la Giunta regionale ha stanziato 50 mila euro per il 2026, utilizzando risorse regionali destinate alle prestazioni sanitarie aggiuntive rispetto ai Lea.
La somma sarà ripartita fra le due aziende sanitarie territoriali sulla base della popolazione femminile residente rilevata dall’Istat: circa 28.670 euro all’Usl Umbria 1 e 21.330 euro all’Usl Umbria 2. Le aziende dovranno poi rendicontare a fine esercizio le spese effettivamente sostenute per i ticket non riscossi.
La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha presentato il provvedimento come un ulteriore tassello nella costruzione di una rete di protezione capace di accompagnare le donne non soltanto nella fase dell’emergenza, ma anche nel percorso successivo di cura e recupero.
Parlando con ANSA, Proietti ha definito l’abolizione del ticket un gesto concreto di vicinanza e prevenzione, sottolineando la necessità che le vittime possano trovare fin dal primo accesso alle strutture sanitarie un percorso protetto e senza barriere economiche.
Già in occasione della presentazione del Codice Rosa, la Regione aveva indicato tra gli obiettivi principali quello di garantire procedure uniformi in tutti gli ospedali e una continuità assistenziale anche dopo l’uscita dal pronto soccorso.
Il nuovo sistema prova quindi a intervenire su uno dei passaggi più delicati nei percorsi di uscita dalla violenza: la continuità delle cure.
Non soltanto dunque il trattamento immediato delle lesioni o degli effetti fisici degli abusi, ma anche visite successive, controlli specialistici e sostegno psicologico potranno essere effettuati senza compartecipazione alla spesa sanitaria quando direttamente collegati alla violenza subita.
Con l’esenzione V99, la Regione Umbria affianca così al Codice Rosa uno strumento economico specifico, con l’obiettivo dichiarato di rendere più stabile e accessibile la presa in carico delle vittime nel tempo.










