Anche le FS hanno un cuore

È domenica 30 giugno, stazione Termini affollata, il tempo di prendere un caffè e il Freccia Rossa per Torino PN è segnalato tra le partenze alle 9.25…
Sui tabelloni campeggia una grande scritta che riporta che i treni subiranno dei ritardi o che saranno cancellati… causa guasto alla linea elettrica della Stazione Termini di Roma. Non è la prima volta che accade. Ma è il segnale di una odissea in vista per migliaia di viaggiatori con gli sguardi aggrappati ai tabelloni, I ritardi rimbalzano da una colonna all’altra, passano da 35 a 50, da 80 a 120. Un brivido attraversa l’atrio della stazione nonostante sia una giornata torrida e afosa. Anziani, bambini, prima alla caccia di una panchina, poi seduti sui trolley, infine rassegnati a sedersi per terra. Nessuno si preoccupa di loro, il mondo della stazione è abituato a queste emergenze, non le prende nemmeno in considerazione. Nessuno tra gli assistenti di terra o tra gli operatori della Protezione Civile passa ,a distribuire acqua o a chiedere se qualcuno ha bisogno aiuto. Intanto il treno che ci interessa, ĺ’AV 9308, macina ritardi su ritardi, siamo a 135 minuti. Nessuno sa dire se e quando partirà… Che fare? Dobbiamo partire ed arrivare in tempo per poter partecipare ad un evento che non ammette deroghe. Bisogna darsi da fare. Prima cosa chiedere gentilmente agli assistenti ai box di poter cambiare treno, di salire comunque sul primo convoglio in partenza. Ci sono dei treni che pare riescano miracolosamente a partire. Tocca chiedere direttamente ai capotreno, che sono già sotto pressione per il caos dei ritardi e che non hanno tempo e voglia di inventarsi soluzioni e crearsi problemi aggiuntivi. Tutti tranne uno, il responsabile dell’ AV 9416 diretto a Venezia Santa Lucia. Miracolo. Non solo fa salire 6 passeggeri sul suo Frecciarossa, ci sono anche delle minorenni, ma offre loro un viaggio nella saletta business dell’Executive. E non finisce qui… dà ai suoi “ospiti” un box accoglienza con acqua e biscotti. Incredibile. Anche le FS hanno un cuore. Secondo le regole dettate dal computer (vogliamo tirare in ballo l’IA?) questi sei passeggeri avrebbero dovuto pagare 120 euro a testa x il cambio-treno… l’intelligenza umana, fatta di calore, affetto, umanità… ha regalato il tutto!