Che razza di paese, confuso, teso, disarmato, sta diventando l’Italia, con un governo che finge di governare, una giustizia e  una magistratura che fanno venire i brividi, un sistema amministrativo, fiscale, sociale che non tutela ma punisce e basta. C’è darsi venire una crisi di soffocamento, una crisi di nervi. E il nostro paese è infatti ad un passo dalla crisi di nervi. E diventa sempre più violento. Un padre uccide in modo selvaggio, brutale i propri figli e si toglie la vita. Voleva punire la moglie, colpevole di aver chiesto la separazione. E’ il primo argomento dei telegiornali, i commenti e i giudizi si sprecano, non c’e’ contenitore televisivo che non ci torni sopra. Il paese, turbato, si interroga, ma non sa prendere le misure. Passano in secondo piano altre tragedie familiari consumate in questi stessi giorni. Uomini che uccidono o tentano di uccidere donne, e c’e’ anche il settantenne che uccide la moglie malata perche’ smetta di soffrire. Assistiamo impotenti convinti che non si possa fare nulla per impedire la mattanza.
. La salute mentale del nostro paese e’ a forte rischio ma bisogna ammettere che distratti da mille altre cose abbiamo lasciato il problema sullo sfondo. In sostanza chi ci governa non ci ha proprio pensato. Eppure gli italiani sono sottoposti a pressioni insopportabili sul piano economico, lavorativo, sociale, emotivo, e sono nel contempo abbandonati a se stessi. Dopo ogni episodio come quello di Lecco da un lato si partecipa emotivamente e dall’altro si chiede se c’erano stati segni premonitori, se qualcuno aveva notato qualcosa. La risposta e’ quasi sempre la stessa: erano persone normalissime, nulla da segnalare.

Ovvio, c’e’ qualcosa che non va. Non esiste controllo sociale, non esiste una rete a maglie strette di assistenza sociale, di protezione. E tutti paghiamo le conseguenze di questo “buco” . Qualcuno ricorda il tragico episodio di Cisterna di Latina, quando un padre in divisa e con porto d’armi uccise i figli sempre per vendicarsi della moglie? Ci si chiede per caso se chi ha accesso diretto ad un’arma per lavoro viene sistematicamente “controllato” , sottoposto a test psicologici per monitorarne lo stato mentale sotto stress? E un poliziotto, un carabiniere nel pieno di una crisi matrimoniale, traumatizzato da una separazione, viene tenuto sotto controllo? Molti episodi di violenza avvengono a margine di una separazione. I giudici pensano ai minori, se ci sono. Ma non a monitorare lo stato psicofisico dei separati. Si innescano meccanismi esplosivi  che nessuno cerca di disinnescare. E poi, dopo, tutti a piangere e a interrogarsi. Quanti morti si potrebbero evitare se si decidesse di affrontare i problemi legati a questo quadrante sociale? Quanti drammi familiari? Ma finchè ognuno pensa ai fatti suoi, egoisticamente, e non si guarda intorno, le cose non possono che peggiorare.