Si terrà  l’8 novembre dalle ore 13:30 alle ore 16, un interessante Talk Show online che affronta un tema di grande attualità per la sanità che si rinnova dopo l’esperienza della pandemia e sotto la spinta dei progetti PNRR: i servizi al domicilio del paziente.

È un argomento così importante per la qualità di vita di molte persone da meritarsi uno spazio di confronto e discussione. Per questo Coloplast ha ideato gli Home Care Days all’interno dei quali, il giorno 8 novembre, si terrà un talk show online.

Al talk show partecipano Monica CALAMAI – Direttrice generale AUSL Ferrara, Americo CICCHETTI- Direttore Altems, Vincenzo FALABELLA – Presidente FAIP e Presidente FISH,  Marcello PANI – Segretario nazionale SIFO, Teresa PETRANGOLINI – Direttrice Patient Advocacy Lab ALTEMS, Alessia POLITA – Ex-campionessa di motociclismo, Pier Raffaele SPENA – Presidente FAIS,  Chairman Pier Luigi SPADA – Dirigente Medico UOC Chirurgia d’Urgenza e Trauma, Policlinico A. Gemelli, Roma.

I diritti non sono negoziabili, soprattutto quando parliamo di bisogni che riguardano le persone affette da patologie croniche o da disabilità permanenti. Nonostante il Servizio Sanitario Nazionale garantisca per queste persone un’assistenza domiciliare, i freddi numeri ci dicono che il diritto degli assistiti di ricevere la dovuta assistenza presso il proprio domicilio e nel proprio contesto familiare sia ancora ben lontano, quando non del tutto disatteso, dall’essere idoneamente erogato. Tanto che spesso questa fascia di popolazione, che dovrebbe essere la prima destinataria di cura e presa in carico, finisce per diventare l’ultima.
La necessità e l’urgenza di potenziare le modalità di assistenza sanitaria extraospedaliera, con una corretta gestione delle persone con patologie croniche o non autosufficienti con servizi a domicilio efficaci ed efficienti non è più derogabile. Per “progettare” un futuro innovativo e attento ai bisogni di queste persone e anche del nostro SSN, l’assistenza domiciliare con servizi a domicilio pensati per quel target deve delinearsi quale strumento strategico per la piena presa in carico del paziente fragile con cronicità. C’è una forte esigenza di aumentare il numero di pazienti che vengono assistititi nella propria abitazione per un percorso di cura attento che accompagni queste persone durante tutta la quotidianità con servizi rispondenti alle specifiche esigenze di salute e che abbiano la consapevolezza che da quella cronicità possono presentarsi stati patologici per riacutizzazioni e complicanze che richiedono un livello di cure continuativo e intensivo.
Quando si parla di assistenza domiciliare ci si deve obbligatoriamente riferire ad un corpo
vastissimo di interventi sanitari, sociali, psicologici che accompagnino costantemente il
paziente che presenta una qualsiasi tipologia di cronicità. E in questo contesto è impossibile
non rilevare la difformità, presente sul territorio italiano nell’erogazione di un servizio di
assistenza e cura specialistica domiciliare idoneo ed efficiente per i pazienti e che sia anche in grado di essere di supporto primario ai familiari per sollevarli dal faticosissimo carico di unico caregiver.
Il servizio di cura a domicilio deve essere nel suo valore anello fondamentale del sistema di
cura nei confronti sia delle persone con patologie croniche o pluri-patologiche sia dei tanti
bambini, giovani e adulti con patologie e handicap. E anche per le loro famiglie che altrimenti sarebbero senza alcun supporto.
Dal momento che la cronicità viene universalmente considerata quale “bisogno
emergente” di questo secolo e il principale fattore di assorbimento delle risorse, le istituzioni internazionali hanno raccomandato l’adozione di modelli organizzativi che mettessero al centro delle risposte assistenziali questo fattore, superando gli storici approcci centrati invece sulla gestione degli episodi di acuzie.
L’obiettivo primario deve essere dunque quello di mantenere quanto più possibile il paziente
nel proprio domicilio, senza privarlo di tutte le prestazioni richieste dalle sue condizioni
cliniche.

LE SFIDE DEL MODERNO SERVIZIO A DOMICILIO
L’ampio ed eterogeneo numero di tipologie e l’aumento costante dei pazienti fanno sì che le
patologie croniche rappresentino una delle sfide più rilevanti per la sanità a livello mondiale.
Solo in Italia, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni
Italiane, curato dall’Università Cattolica di Roma, riguardano circa il 40% della popolazione,
pari a 24 milioni di italiani. Di questi, oltre la metà (12,5 milioni) presenta una policronicità e le cifre sono destinate a salire: le stime parlano di 25 milioni di pazienti cronici nel 2028, di cui 14 milioni con più di una patologia. Secondo quanto riconosciuto dal mondo scientifico il contesto idoneo per assistere le persone con patologie croniche è, infatti, l’ambiente domestico, e su questo lavora Coloplast per garantire un servizio domiciliare che tiene conto non solo dell’erogazione dei dispositivi medici d’avanguardia, ma con un modello distributivo che guarda al futuro perché in grado di mettere al centro la scelta di preferenza dell’utente utilizzatore. E solo in questo modo il paziente può beneficiare del comfort del proprio spazio di casa e della vicinanza degli affetti.
Il punto di forza dei modelli organizzativi applicati da Coloplast nell’ambito dei servizi a
domicilio offerti alla persona ha come focus i diversi bisogni delle persone con cronicità la cui centralità è fatta di percorsi personalizzati e continuativi. Un servizio domiciliare integrato capace di essere il pilastro di una ricerca frutto di nuove strategie in grado di considerare i bisogni multidimensionali della persona per rispondere alle esigenze di salute e garantire una migliore qualità di vita. Programmi di supporto specifici forniti specialmente nella fase immediatamente dopo la dimissione dall’ospedale che risultano ad esempio elemento imprescindibile di efficacia. Con un risparmio per il SSN calcolato in oltre 14 milioni di euro tre anni a fronte di elevati standard di qualità e appropriatezza, tali da poter essere considerati un’adeguata alternativa, economica e in termini di soddisfazione del paziente.
“C’è un aspetto che più che mai dobbiamo evidenziare: quanto sia complesso fare buona
assistenza domiciliare con un servizio al domicilio che si faccia carico delle molteplici esigenze di una persona con cronicità. E questo non si riduce a mandare un infermiere a casa piuttosto che mandare del materiale, oppure costringere qualcuno a spostarsi per andare a prendere del materiale per una persona che si trova a casa. Vuol dire spostare l’asse operativo del servizio sanitario – sottolinea il professor Americo Cicchetti, economista Università Cattolica e direttore dell’ Alta Scuola di Economia e Management dei sistemi Sanitari – da una situazione relativamente protetta che è quella dell’ospedale, ad un contesto fisico che non è un ospedale, che è la casa delle persone e che dobbiamo rendere sicura ed efficace come se fossimo in un ospedale. Allora qual è qui il tema? Che sicuramente ci vorranno delle risorse. Risorse non solo di investimento, ma soprattutto risorse correnti. Dobbiamo spostare quote di tempo, lavoro di competenze delle persone, dall’ospedale al territorio. Banalmente, per far questo, bisogna che la casa, l’assistenza domiciliare diventino anche un setting assistenziale interessante per i professionisti che ci lavorano. L’assistenza domiciliare deve essere pensata e costruita ad hoc a casa con idonei servizi al domicilio. Puntare dunque sull’assistenza domiciliare significa aver ben chiaro che questo servizio può rappresentare la soluzione più sicura, economica e salutare. E soprattutto in grado di rendere la vita più facile alle persone con bisogni di cura intimi e personali”.
Un percorso che deve essere frutto di sinergie tra aziende sanitarie pubbliche, società
private e mondo dell’associazionismo nel quale i professionisti che ne sono coinvolti
abbiano competenze ed esperienze specifiche per una realtà che sia frutto di un fronte
comune tra tutti i soggetti coinvolti nel “prendersi cura”, soprattutto quando si parla di persone che hanno nella loro fragilità la cifra di un’esistenza che non può mai essere trascurata.
Coloplast, con un lavoro di personalizzazione offre uan serie di servizi a domicilio tra i quali il “Dedicato a te”,che rappresenta quell’approccio che mette insieme la complessa macchina di un bisogno di attenzione tout court pensato e strutturato per persone non autosufficienti e affetti da patologie croniche. Un servizio con cui si traccia un intero percorso con al centro la persona, e questo sin dalla fase iniziale post dimissione ospedaliera, che rappresenta quella più critica per la ripresa alla vita. Cosa che peraltro porta ad un contenimento dei costi sanitari e a una sostanziale soddisfazione dei pazienti e delle loro famiglie, spesso invece eccessivamente penalizzate.
Soluzione che permette di seguire il paziente cronico a casa in tutto il suo percorso di salute, con l’opportunità di instaurare una relazione quotidiana, anche attraverso servizi
complementari che si avvalgono di messaggistica o di costante supporto telefonico,
che si delineano quale sostegno a un’attività strettamente medica, nella quale comunque il
medico mantiene la ownership della gestione terapeutica. Il ruolo svolto quindi dai servizi al
domicilio è fondamentale non solo per il benessere del paziente cronico e del suo
caregiver, ma anche per offrire un valido e indispensabile contributo al SSN, sollevandolo
da costi e attività che non riesce e continuerà a non riuscire a garantire a tutti. Proposte e
soluzioni quindi per un’organizzazione che abbia nell’Health Tecnology Assessment (HTA)
il valore dei servizi domiciliari per valutare attentamente impatti clinici, organizzativi economici e sociali a garanzia anche della sostenibilità dei sistemi pubblici. Nell’ottica di nuovi approcci anche nelle forniture di dispositivi medici che garantiscano un servizio e un’assistenza attenta alla qualità di vita delle persone con cronicità.

HOME CARE DAYS: LE PERSONE PROTAGONISTE DEL PERCORSO DI SALUTE
La qualità del servizio erogato in termini di assistenza domiciliare, è qualità di vita. È salute.
Su questo filone si inserisce il primo di una serie d’incontri, organizzati da Coloplast dedicati
ad approfondire e a fornire una panoramica del potenziale e positivo impatto che il servizio di assistenza al domicilio può avere sulla “qualità di vita” delle persone. La prima edizione degli Home care Days, che si terranno a Bologna il 7 e 8 novembre 2022, rappresentano quel punto ideale d’incontro per valutare l’importanza dell’impatto positivo che l’assistenza
domiciliare può rappresentare sul SSN in termini organizzativi, economici e sociali.
Coloplast con suoi servizi, i prodotti e la costante attenzione a tutta una serie di indicazioni
che provengono da coloro che necessitano di assistenza nei bisogni quotidiani più intimi, con il proprio lavoro si pone come punto di riferimento per ascoltare e rispondere alle molteplici esigenze di un target di popolazione che richiede un’attenzione costante nel senso di una cronicità che non sia sempre malattia. Una mission che non può prescindere da una continua ricerca e dove sviluppo e innovazione tecnologica diventano binomio inscindibile di cura. Su questo ininterrotto impegno nascono i giorni dedicati all’assistenza domiciliare: incontri multidisciplinari di confronto tra esperti per fornire a decisori politici, economici e ai diversi attori in campo, indicazioni utili a ridefinire e sistematizzare quei bisogni di assistenza domiciliare di cui necessita il nostro Paese. Ma anche per suggerire una diversa chiave di lettura per meglio comprendere l’importanza di una corretta ed efficace gestione dell’assistenza, soprattutto in un momento di continuo cambiamento come quello che stiamo vivendo, e in cui l’assistenza sul territorio, a casa del paziente con servizi al domicilio possa rappresentare la valida alternativa su cui puntare.
Un confronto tra esperti, istituzioni, decisori politici ed economici e utenti tra disabilità e servizi alla comunità in cui si fa il punto su come stia cambiando il panorama dell’assistenza
domiciliare. Su questi presupposti non poteva mancare un grande momento di condivisione
che accenda i riflettori sulle tematiche della cura in casa e valorizzi quel circuito virtuoso di
best practices strettamente connessi ai servizi a domicilio presenti in alcune realtà del nostro Paese. Un momento di storie e testimonianze dirette che possano contribuire a rappresentare quel cambio di passo sul territorio da cui la medicina del futuro non può prescindere. Dalla presa in carico alla cura, in percorso che metta al centro la persona e il benessere di un’intera comunità.

­
­
­