Hamas ha denunciato l’uccisione di 112 palestinesi e il ferimento di altri 760 nel nord della Striscia, accusando l’esercito israeliano di aver sparato contro civili in fila per ricevere aiuti umanitari. Tuttavia, l’IDF ha respinto queste accuse, sostenendo che vi fossero due episodi separati, il primo dei quali causato dalla folla stessa che ha provocato la maggior parte delle vittime.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito urgentemente per discutere la situazione a Gaza, mentre diverse reazioni internazionali si sono susseguite. Gli Stati Uniti hanno definito gli spari a Gaza un “incidente grave”, esprimendo preoccupazione per la situazione umanitaria e chiedendo chiarezza su quanto accaduto. Il presidente Joe Biden ha dichiarato che il suo governo sta esaminando le varie versioni contrastanti sulla sparatoria e ha espresso scetticismo riguardo a un cessate il fuoco imminente.

Anche l’Italia ha reagito con sgomento e preoccupazione, chiedendo un immediato cessate il fuoco per favorire gli aiuti umanitari e la liberazione degli ostaggi. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier Antonio Tajani hanno entrambi sottolineato la necessità di proteggere i civili a Gaza e di chiarire la dinamica degli eventi.

Tuttavia, Israele ha respinto le accuse, affermando che i soldati hanno aperto il fuoco solo in risposta alla minaccia rappresentata da una folla che saccheggiava gli aiuti umanitari. Secondo fonti militari israeliane, vi sono stati due incidenti separati, entrambi scatenati dalla folla incontrollabile.

La situazione rimane tesa, con Hamas che avverte che gli spari potrebbero compromettere i negoziati per la tregua e la liberazione degli ostaggi. L’Onu ha ribadito l’appello per un cessate il fuoco immediato e per garantire l’accesso agli aiuti umanitari per coloro che ne hanno bisogno.

La tragedia a Gaza continua a suscitare indignazione e preoccupazione a livello internazionale, mentre si cerca di comprendere appieno la dinamica degli eventi e di evitare ulteriori perdite di vite umane.