L’Unione Europea compie un nuovo passo nella regolamentazione del mondo digitale con l’obiettivo di proteggere i minori dai rischi della rete. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che la nuova app per la verifica dell’età è pronta all’uso, segnando il passaggio dalla fase sperimentale a quella operativa.

L’iniziativa nasce per limitare l’accesso dei più giovani a contenuti illegali o inadatti, in particolare sui social media, senza però compromettere la privacy degli utenti. Il sistema, infatti, consentirà semplicemente di dimostrare il superamento di una determinata soglia di età, senza rivelare ulteriori dati personali né permettere il tracciamento degli utenti.

L’app si inserisce nel più ampio progetto del portafoglio di identità digitale europea, previsto entro la fine del 2026, e si ispira al modello già utilizzato per il certificato Covid digitale durante la pandemia. Il funzionamento è semplice: dopo aver scaricato l’app, l’utente la configura tramite documento d’identità e può utilizzarla per accedere ai servizi online che richiedono una verifica dell’età.

Un elemento chiave è l’utilizzo di codice open source, scelto per garantire trasparenza e favorire l’adozione dello stesso standard anche da parte di Paesi esterni all’Ue. Dopo il lancio del prototipo nel 2025, il sistema è stato testato in diversi Stati membri, tra cui Italia, Francia e Spagna, con una progressiva estensione ad altri Paesi.

Parallelamente, Bruxelles punta a evitare una frammentazione normativa tra i 27 Stati membri. Per questo motivo, sarà istituito un meccanismo di coordinamento europeo volto a garantire soluzioni tecniche uniformi. L’obiettivo è costruire un approccio condiviso alla sicurezza online, evitando iniziative isolate a livello nazionale.

L’accelerazione del progetto riflette anche una crescente pressione politica sul tema della tutela dei minori in rete, alimentata da recenti iniziative internazionali, come il divieto di accesso ai social per i più giovani adottato in Australia. In Europa, il dibattito è aperto e potrebbe portare all’introduzione di limiti minimi di età per l’uso delle piattaforme digitali.

Il tema sarà infatti al centro di un confronto tra leader europei promosso dal presidente francese Emmanuel Macron, con la partecipazione della stessa von der Leyen, che punta a una normativa armonizzata a livello comunitario.

Prima di procedere con eventuali decisioni legislative, la Commissione attende le indicazioni di un gruppo di esperti composto da psicologi, tecnici e giuristi, incaricato di elaborare linee guida entro l’estate. Un passaggio fondamentale per definire un equilibrio tra protezione dei minori, diritti digitali e libertà individuali.