In Senato è stata accolta la proposta di impegno da parte del Governo (https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=18&id=1340106&idoggetto=1336361) di stanziare risorse necessarie per l’acquisto di strumenti basati su intelligenza artificiale (AI) di tipo digitale per il supporto alla didattica fruibili su pc, tablet e smartphone al fine di favorire l’inclusione e il miglioramento dell’apprendimento, con conseguente diminuzione dell’abbandono dei percorsi accademici da parte degli studenti universitari che manifestano disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), ma anche per le necessità didattiche degli studenti della scuola primaria e secondaria DSA.

La proposta approvata in Senato è partita dai risultati dello studio svolto dal gruppo di ricercatori dell’Università della Tuscia, coordinatrice di VRAIlexia, progetto Europeo di Strategic Partnership. Lo studio ha rilevato che gli studenti dislessici, a prescindere dal corso di studio frequentato, riescono ad ottenere, in media, 6 CFU in meno all’anno, che equivale ad un esame tipico universitario, con relativa incidenza di studenti fuori corso o a rischio di abbandono.

Il progetto VRAIlexia, riconosciuto nel 2021 fra i 100 migliori Progetti Unesco nell’ambito dell’AI per il raggiungimento dell’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 dell’ONU, “garantire un’istruzione di qualità inclusiva e paritaria e di promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti”, ha dato voce a circa 2000 studenti universitari con dislessia che hanno preso parte alla raccolta dati.

Siamo doppiamente felici sia perché una ricerca condotta dal nostro Ateneo sia stata la premessa per portare all’attenzione del Governo una esigenza sempre più stringente, dichiara il prof. Calabrò Responsabile Scientifico del progetto, sia perché nello stesso giorno la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva un articolo, nell’ambito dello stesso disegno di legge di conversione del decreto Sostegni-Ter, che dà diritti fondamentali garantendo pari opportunità e mezzi adeguati ai lavoratori con DSA.

Crediamo, continua il prof. Calabrò, che un’azione sistemica che vede il coinvolgimento del mondo dell’istruzione, della ricerca scientifica e innovazione tecnologica e del mondo del lavoro accolta e convertita in finanziamenti a supporto della didattica possa portare ad un cambiamento concreto verso una società più equa ed inclusiva dove tutti siano messi nelle condizioni di poter esprimere il proprio potenziale.