VITERBO – Un altro passo avanti nella ricerca della vita su Marte. La rivista scientifica Science Advances ha pubblicato i risultati del progetto internazionale Biology and Mars Experiment (BIOMEX- Principal Investigator J-P. De Vera) dell’Agenzia Spaziale Europea. Numerose biomolecole sono state esposte alle condizioni spaziali e di Marte all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale per un periodo di 16 mesi. Il razionale dell’esperimento è stato verificare quale può essere l’effetto delle condizioni spaziali (radiazioni e vuoto cosmico) sulle biomolecole che potrebbero essere presenti su Marte, o su altri corpi celesti, come testimonianze di vita passata o presente. Ora è disponibile un’intera lista di sostanze biologiche resistenti alle radiazioni spaziali, o che ne vengono modificate e in che modo. Questi esprimenti servono a preparare e valutare le analisi che sono e saranno effettuate dai rover robotici che esplorano la superficie e la sotto superficie di Marte, come il Rover Perseverance, parte della Missione NASA Mars Sample Return (campioni di suolo marziano che saranno riportati sulla Terra nel 2030!) o la missione Europea EXOMARS (purtroppo messa in pericolo dal ruolo significativo della Russia nel progetto).

L’Università della Tuscia, Dipartimento DEB, anche grazie al contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha contribuito in modo sostanziale ai risultati della ricerca; sotto la guida di Silvano Onofri hanno collaborato Alessia Cassaro, Claudia Pacelli, Laura Selbmann e Laura Zucconi. Motivo di orgoglio per UNITUS è anche il fatto che Alessia Cassaro ha conseguito recentemente presso il nostro Ateneo il Dottorato Europeo di Ricerca con lode, soprattutto per il suo contributo scientifico al progetto BIOMEX.