Roma, 25 feb. (askanews) - "La Presidenza del Consiglio smentisce le notizie che stanno circolando in queste ore su una presunta chiusura, per decisione del Presidente Conte, di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le decisioni e le misure adottate dal governo vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, alle quali si prega di far riferimento". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Il Tribunale civile di Roma apre alla dicitura neutra di “genitore” sui documenti bocciando di fatto il decreto dell’allora Ministro dell’Interno Salvini che imponeva l’uso di “padre” e “madre”.

Sull’ordinanza dei giudici il governo ora dice di volere fare attente verifiche  perché “presenta evidenti problemi di esecuzione e mette a rischio il sistema di identificazione personale”. In una nota Palazzo Chigi scrive che le verifiche potrebbero anche portare ad un’azione contro l’ordinanza che risale al 9 settembre 2022 e non è stata impugnata dal Ministero dell’Interno”. Il provvedimento del Tribunale Civile arriva dopo una causa intentata da una coppia arcobaleno, ovvero due mamme, quella legale e quella adottiva, di una bimba. “La dicitura che dovrà comparire sulla carta di identità della bambina dovrà essere neutra: ‘genitore'” anzichè madre e padre: è quanto cristallizza il giudice civile dopo il ricorso presentato dalle due madri che hanno deciso di intraprendere l’iter giudiziario contro il decreto del 31 gennaio del 2019, firmato dall’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che impone sul documento di riconoscimento la dicitura “padre” e “madre”. Indignato il ministro Matteo Salvini che in un tweet ha scritto: “Illegali o discriminanti le parole Mamma e Papà? Le parole più belle del mondo. Non ho parole, ma davvero”.

Sulla decisione del tribunale civile è intervenuta Monica Cirinnà, responsabile Diritti Civili del Pd, affermando che nella ordinanza “si riconosce che le famiglie nel nostro paese sono plurali e diverse tra loro. Il decreto voluto da Matteo Salvini quando era Ministro dell’Interno  è illegittimo e non deve essere applicato”.