
Un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e della Direzione Nazionale Antimafia ha svelato un vasto mercato illecito di informazioni personali, frutto di accessi abusivi a banche dati strategiche italiane. Queste informazioni, ottenute da ex membri delle forze dell’ordine, hacker e tecnici informatici, venivano vendute a clienti del mondo imprenditoriale per scopi aziendali e familiari. Tra i protagonisti dell’inchiesta, l’ex super poliziotto Carmine Gallo, attuale amministratore delegato della società di investigazione privata Equalize, è stato posto agli arresti domiciliari insieme ad altri tre indagati.
Il giudice Fabrizio Filice ha disposto le misure cautelari, incluse sospensioni dal servizio per un finanziere e un agente di polizia, e ha sequestrato diverse società coinvolte. Le accuse mosse contro circa sessanta persone includono associazione per delinquere, accesso abusivo a sistemi informatici, corruzione e intercettazioni abusive.
Le banche dati compromesse comprendono quelle delle forze dell’ordine, dell’Agenzia delle Entrate e di Bankitalia. I dati raccolti venivano utilizzati per creare rapporti “mimetizzati”, presentandoli come leciti. Tra i nomi coinvolti, spiccano quelli di Leonardo Maria Del Vecchio e Matteo Arpe, accusati di aver ottenuto informazioni per motivi privati e aziendali. L’attività di dossieraggio comprendeva anche intercettazioni telefoniche, videoriprese e accesso a chat e email.
Le indagini hanno rivelato che le informazioni venivano anche sottratte a giornalisti e figure di spicco del panorama economico italiano, come Paolo Scaroni, ex AD di Eni. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha espresso preoccupazione, sottolineando la necessità di una legislazione più rigorosa per combattere il fenomeno del dossieraggio. L’inchiesta continua, mentre gli arrestati e gli indagati collaborano con gli inquirenti per chiarire le loro posizioni.









