Bruxelles si appresta a varare la prima parte del pacchetto sull’energia mettendo sul tavolo innanzitutto la riduzione della domanda elettrica, oltre alla tassazione sugli extra-profitti per le multinazionali dell’energia e al contributo di solidarietà da parte delle società che lavorano i combustili fossili.

Nel frattempo la misura sul price cap giace nel limbo. E’ attesa per mercoledì quando la presidente Ursula con der Leyen terrà il discorso sullo Stato dell’Unione alla Plenaria dell’Europarlamento. L’adozione formale del pacchetto si avrà infatti 24 ore dopo il collegio dei commissari che martedì si riunirà a Strasburgo. L’Ue individuerà una cifra mensile di riduzione del consumo, che dovrebbe aggirarsi attorno al 10%. Spetterà poi ai governi nazionali decidere in quali ore far scattare il taglio. Nella bozza della proposta si legge che “la riduzione obbligatoria dovrebbe risultare da un taglio operato in 3-4 ore per giorno lavorativo in media, che normalmente corrispondono alle ore di picco dei consumi. Tale fascia può includere anche la generazione di elettricità di fonti rinnovabili”.  Il limite si applicherà ai ricavi per megawattora, anche se l’orientamento dei giorni scorsi era di fissarlo attorno ai 200 euro.