Il summit della NATO che inizia domani a Washington, con la partecipazione di leader internazionali come Giorgia Meloni, Crosetto e Tajani, rischia di trasformarsi in un momento decisivo per il presidente Joe Biden. Inizialmente concepito come il culmine della sua politica estera, il vertice potrebbe invece rappresentare un banco di prova critico per la sua leadership.

Joe Biden si trova sotto forte pressione, sia a livello nazionale che internazionale, a causa del recente dibattito televisivo con Donald Trump, che ha sollevato preoccupazioni sulla sua età e salute. Nonostante gli appelli a ritirarsi, Biden ha ribadito la sua determinazione a correre e a vincere nuovamente contro Trump, chiedendo unità all’interno del Partito Democratico.

Nel frattempo, emergono crescenti fronde anti-Biden tra i democratici e i donatori, sebbene si preferisca attendere la conclusione del vertice NATO per valutare strategie alternative senza dividere il partito. Il summit, che celebra i 75 anni dell’Alleanza, vedrà discussioni chiave sulla sicurezza globale e sul sostegno a Kiev, con un focus sull’ingresso della Svezia e il rafforzamento delle spese militari degli alleati.

La situazione di Biden è ulteriormente complicata dalle dichiarazioni pubbliche del deputato democratico Adam Smith, che ha esortato il presidente a ritirarsi, giudicando la sua performance nel dibattito preoccupante. La Casa Bianca ha risposto minimizzando le preoccupazioni sulla salute di Biden, affermando che non è sotto trattamento per il Parkinson.

Nonostante le tensioni interne, il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby ha dichiarato che non ci sono segni di preoccupazione da parte dei membri della NATO riguardo alla leadership di Biden. Tuttavia, l’attenzione durante il vertice sarà massima, con Biden al centro delle attenzioni e pronto a dimostrare la sua capacità di guidare, sia sul fronte interno che internazionale.