“È andata benissimo”, ha dichiarato Matteo Salvini al termine del vertice dei leader sovranisti a Bruxelles. Alla riunione hanno partecipato Marine Le Pen e i leader sovranisti di Fiandre, Portogallo, Repubblica Ceca, rafforzati da recenti successi elettorali. L’obiettivo comune è creare un fronte unico delle destre per sfidare la maggioranza Ursula.

Prima del vertice allargato, Salvini e Le Pen hanno siglato un patto basato su tre pilastri: unità del centrodestra, nessuna apertura a maggioranze con la sinistra e determinazione a cambiare l’Europa. Nel vertice allargato, Ursula von der Leyen è stata identificata come il nemico comune e Emmanuel Macron è stato oggetto di derisione.

Tra i partecipanti, oltre a Salvini e Le Pen, c’erano l’olandese Geert Wilders, il ceco Tomio Okamura, l’austriaco Harald Vilimsky, il presidente di Id Gerolf Annemans, il leader fiammingo Tom Van Grieken, il danese Morten Messerschmidt e il leader portoghese André Ventura. Tutti hanno escluso la possibilità di entrare in una maggioranza pro-Ursula bis, segnando una distanza dai Conservatori e Riformisti (Ecr), guidati da Giorgia Meloni.

Il gruppo Ecr, riunitosi nel pomeriggio, ha accolto quattro nuove delegazioni e conta ora su 77 eletti. Tuttavia, l’ingresso di Viktor Orban e la creazione di un gruppo unico con Id rimangono argomenti divisivi. Il dilemma principale è se mantenere un dialogo con i Popolari e la Commissione europea o puntare su una possibile vittoria di Le Pen in Francia.

Marine Le Pen, nel frattempo, ha cercato di moderare la sua posizione, guidando l’espulsione di AfD dopo dichiarazioni negazioniste. Tuttavia, la destra tedesca potrebbe rientrare in Id dopo le elezioni francesi. Il terzo posto nel Parlamento europeo è un obiettivo sia per Ecr che per il gruppo di Le Pen e Salvini, che continuano a cercare nuove alleanze per rafforzare la loro posizione.