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I leader dei 27 Stati membri dell’Unione Europea si sono riuniti a Bruxelles per discutere le nomine delle principali cariche europee. La proposta attuale prevede un pacchetto che include Ursula von der Leyen per un secondo mandato alla presidenza della Commissione Europea, l’ex premier portoghese Antonio Costa per la presidenza del Consiglio Europeo e la premier estone Kaja Kallas come alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza.

Nonostante l’accordo iniziale tra il Partito Popolare Europeo (PPE), i Socialisti e Democratici (S&D) e i Liberali di Renew Europe, l’intesa potrebbe non essere sufficiente a superare la prova del voto a causa dei possibili franchi tiratori. Inoltre, i Popolari stanno cercando di riallacciare i rapporti con la premier italiana Giorgia Meloni, leader dell’ECR, la cui posizione è complicata dal possibile abbandono degli alleati polacchi del PiS.

Il premier polacco Donald Tusk ha dichiarato che nessuna decisione sarà presa senza il consenso di Meloni, mentre la stessa Meloni, contraria all’intesa franco-tedesca, valuta un’astensione che potrebbe isolare l’Italia. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha ribadito l’importanza di tutti i 27 Paesi membri dell’UE, mentre il premier ungherese Viktor Orban ha definito l’accordo “vergognoso” e ha accusato il PPE di aver tradito gli elettori.

Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano e membro del PPE, ha sottolineato che l’Italia non ha ancora preso una decisione definitiva e ha invitato a cercare un accordo con i Conservatori di Meloni piuttosto che con i Verdi. Matteo Salvini, leader della Lega, ha criticato duramente l’attuale proposta di nomine, definendola un “colpo di Stato”.

Nel frattempo, Orban mantiene il veto sull’erogazione degli aiuti militari all’Ucraina, nonostante le offerte di deroga simili a quelle della NATO. I negoziati su questo punto sono ancora in corso e non è chiaro se si raggiungerà un’intesa prima della fine del Consiglio Europeo.
Il Financial Times ha evidenziato la competizione tra Francia e Italia per ottenere un ruolo di primo piano nella prossima Commissione Europea, con entrambi i Paesi che mirano a posizioni chiave nelle aree del commercio, della concorrenza e della politica industriale.

La presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha espresso la speranza di raggiungere un accordo entro oggi per poter votare a luglio a Strasburgo. Tuttavia, le trattative sono ancora in corso e la strada verso un’intesa definitiva appare irta di ostacoli.