Il premier Mario Draghi supera la prova del voto al Senato sull’Ucraina. Il premier ha detto: “Il governo italiano insieme ai partner Ue e G7 intende continuare a sostenere l’Ucraina come il Parlamento ci ha chiesto di fare”, mentre Di Maio lascia il M5S per raccogliere firme per formare gruppi parlamentari autonomi che si potrebbero chiamare “Insieme per il futuro”. Sarebbero pronti 50 deputati e 11 senatori. Il senato ha approvato con  219 favorevoli, 20 contrari e 22 astenuti la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio nell’aula del Senato, in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno. Bocciate le risoluzioni presentate da Cal, dalla senatrice Elena Fattori del gruppo Misto, del senatore di Italexit, Gianluigi Paragone e di Fratelli d’Italia.   Il testo poggia in particolare su un passaggio in cui si sollecita il governo a continuare a garantire “il necessario e ampio coinvolgimento del Parlamento” ai principali summit internazionali, come previsto dal decreto Ucraina “comprese le cessioni di forniture militari”. Draghi ha ringraziato il Senato “per il sostegno ad aiutare l’Ucraina a difendere la libertà e la democrazia”, a “continuare con le sanzioni” alla Russia, “a ricercare una pace duratura che rispetti i diritti e la libertà dell’Ucraina”, a “continuare, insomma, sulla strada disegnata dal dl 14 del 22”.