VIII Ecoforum del Lazio di Legambiente. A Roma crescita della differenziata impercettibile, Capitale ancora al 45,88% secondo i dati più recenti, Lazio al 54,23%. Si è svolta oggi l’ottava edizione dell’Ecoforum del Lazio, durante la quale Legambiente ha pubblicato tutti i nuovi dati regionali sulla produzione e gestione dei rifiuti (dati Arpa Lazio relativi al 2022).

Mentre il Lazio arriva quest’anno al 54,23%, Roma secondo i nuovi dati è al 45,88%, dato superiore rispetto a quello dello scorso anno (quando era al 44,9%) per meno di un punto percentuale. Dopo l’importante crescita del periodo 2012-2016 quando la Capitale passava dal 24% di RD al 42%, in ben 7 anni tra 2016 e 2022, la percentuale è aumentata per meno di 4 punti percentuali, passando dall’allora 42% a quest’ultima cifra.

“Nel Lazio aumentano i Comuni virtuose ma cresce ancora troppo lentamente la differenziata, pesa il dato di Roma che produce più della metà dei rifiuti complessivi e dove c’è un miglioramento davvero impercettibile da troppi anni – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – d’altronde se nella Capitale non si fa nulla o quasi per aumentare la qualità della raccolta, non si possono di certo aspettare i miracoli. I nuovi dati ci raccontano anche di quanto sia fondamentale la diffusione degli impianti dell’economia circolare a partire dai biodigestori anaerobici per l’organico, la maggiore delle frazioni, così come quanto siano importanti aumento del porta a porta, riduzione, tariffa puntale, moltiplicazione dei centri di raccolta. Tutta sbagliata è invece la scelta per la costruzione di un nuovo mega inceneritore che condannerebbe la Capitale e il Lazio, a non essere mai virtuosi fino al 2050 dovendo alimentare i forni di termovalorizzazione. Già un inceneritore esiste, a San Vittore nel Lazio, l’enorme numero di Comuni ormai nel pieno solco dell’economia circolare, dimostra che non ne servono altri; sono necessari in primo luogo a Roma invece, impianti industriali per nuove tipologie di materiali, dal tessile ai RAEE, dalle terre di spazzamento agli scarti edili fino al riciclo chimico delle plastiche miste”.