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di WANDA CHERUBINI-

– L’Italia è al terzo posto per l’utilizzo di cannabis ed al quarto per l’uso di cocaina in Europa. Il fenomeno sta sempre più crescendo anche tra i giovani. L’età di assunzione di eroina è diventata sempre più bassa, ovvero 13 anni e sempre più alto il numero dei ragazzini che ne fanno uso. Il numero di sostanze sintetiche che finisce nelle nostre piazze è pari a 92. Questi alcuni dei dati che l’on. Maria Teresa Bellucci, capogruppo in commissione Affari Sociali e Sanità di Fdi, ha snocciolato ieri mattina in conferenza stampa, presso lo sportello d’ascolto del Ceis, in via del Collegio, alla presenza dell’on Mauro Rotelli, di don Alberto Camuzi presidente del Ceis San Crispino e dell’assessore comunale alle Politiche sociali Antonella Sberna. L’occasione la presentazione del Manifesto Nazionale per la lotta alla droga “Liberi dalla droga, mai schiavi”, che presenta un decalogo: le droghe fanno tutte male, sì alla cultura della vita contro la cultura dello sballo e della morte, la legalizzazione aumenta le dipendenze patologiche e non sconfigge la mafia, diritto alla cura e libertà di scelta, potenziamento sistema integrato di servizi pubblico.privato per prevenzione, cura, reinserimento socio-lavorativo, più risorse per attività di contrasto delle forze dell’ordine, certezza della pena per chi spaccia, chiusura cannabis shop, sì all’uso medico cannabis per gravi patologie, promozione delle campagne di prevenzione nazionale contro la droga e la promozione di stili di vita sani.
I deputati  Rotelli e Bellucci hanno visitato in mattinata la comunità Mondo Nuovo di Tarquinia e poi, allo sportello del Ceis, hanno presentato il manifesto contro la droga di Fdi. Rotelli ha spiegato come “sia fondamentale stare sul territorio per approfondire problematiche come queste. Con Bellucci siamo due parlamentari che vogliono mettersi a disposizione e vogliamo presentare un manifesto nazionale che Bellucci sta portando avanti in tutta Italia”.
Don Alberto ha chiesto, a nome di 63 comunità di recupero, 50 Fict e 13 Acta,  di non parlare di droga soltanto quando ci sono fatti eclatanti ” perché oltre questi fatti ogni giorno ci sono delitti, famiglie nella disperazione, giro di denaro illecito e migliaia di giovani vengono assorbiti in questo vortice. Un tempo – incalza don Alberto – lo Stato investiva nella prevenzione, ora, invece, non se ne parla più. Crediamo che ci sia bisogno di parlare di educazione e formazione per saper affrontare la vita e i disagi. La droga è come la febbre: se nell’organismo non trovi la causa della febbre questa non cala. Chiediamo, quindi, di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e dei decisori politici il tema delle dipendenze patologiche. Un segnale di distrazione  o indifferenza è che l’ultima conferenza nazionale sulle droghe è stata realizzata a Trieste ben 11 anni fa, mentre per legge si dovrebbe tenere ogni tre anni.  Chiediamo poi che si riconosca la valenza sociale ed educativa del problema delle dipendenze patologiche, rimettendo al centro la persona umana e di ascoltare le comunità terapeutiche per conoscere ciò che realmente sono e fanno. Chiediamo, infine, che venga assicurata a quest’ultime la pari dignità con gli altri servizi e che lo Stato provveda a garantire le risorse necessarie al buon funzionamento delle comunità terapeutiche. Non diteci solo bravi, aiutateci!.
Ha preso, quindi, la parola l’on. Bellucci che dopo aver ringraziato don Alberto e Mario Diottasi del centro Mondo Nuovo, ha evidenziato come l’impegno di Fdi alla lotta alla droga non nasca oggi. “Sono una psicologa e psicoterapeuta e volontaria da tutta la mia vita, conosco bene i problemi della droga. Fdi ha proposto la mia candidatura ed io ho accettato perché ho ritenuto genuina la loro proposta. tanto che, dopo essere stata eletta, Giorgia Meloni ha  deciso di istituire un dipartimento per le dipendenze di Fdi. La situazione italiana è drammatica (siamo 4° in Europa per l’uso di cocaina e terzi per l’uso di cannabis) e sempre più ragazzini si avvicinano all’eroina. Ma abbiamo il silenzio assordante della politica e noi siamo qui per riempire questo silenzio. Oggi si parla della problematica delle dipendenze solo quando muore un ragazzo. Non è vero che legalizzando le droghe si sconfigge la mafia. Noi diciamo no alla liberalizzazione. La questione delle dipendenze  da droga si affronta mettendo al centro la persona ed i suoi bisogni. Di fronte ad una cultura che  sdogana i cannabinoidi dobbiamo ricordare a tutti che la droga fa male senza se e senza ma e questo lo dice la scienza e siccome la droga è un farmaco ed è un veleno o viene prescritto dai medici per determinate e gravi patologie o uccide. Invece c’è una controcultura che fa propaganda continua,dicendo che la droga non fa male e che dà informazioni su come drogarsi senza farsi male. Perché tutto ciò? Per biechi interessi economici e quando si legalizza la droga si aumenta il giro d’affari. Oggi abbiamo le cannabis shop e non è vero che la cannabis non faccia male. E’ la quantità di principio attivo che ti assumi che è importante. Il ragazzo continuerà a trovarla in piazza  a 3/5 euro e lo farà sempre di più  perché vede che la vende la farmacia a 12 euro in modo del tutto legale. Oggi la cannabis ha un giro d’affari di 4 miliardi di euro ed in età evolutiva cambia il nostro cervello. Ma abbiamo azzerato il fondo nazionale di lotta alla droga e non abbiamo più la consulta degli esperti.  Lo Stato ha smantellato le strutture. La politica può  fare molto a partire da far rispettare la legge. Abbiamo depositato una proposta di legge di modifica della 309 del ’90. Bisogna fare prevenzione, proponendo stili di vita sani, una cultura della vita contro la cultura dello sballo. Anche la pena è importante: chi spaccia deve avere la certezza della pena”. Infine, Bellucci ha tenuto a precisare come Fdi sia a favore dell’uso medico della cannabis  mediante prescrizione medica come farmaco che placa alcuni sintomi”.
L’assessore comunale Sberna ha ribadito come ogni droga sia negativa e come bisogna lottare contro queste prassi che comportano anche una spesa e delle risorse che si potrebbero utilizzare altrove. “Il distretto socio sanitario Vt 3 ha sostenuto con una cifra contenuta la continuità di questo sportello Ceis aperto con contributo regionale. Nella comunità di Viterbo ci sono ancora alcuni ostacoli normativi che non si riescono a superare. Aiutiamoli, quindi, anche a livello burocratico. Ringrazio Fdi e su questa strada devono lavorare tutte le istituzioni”. Ha poi ricordato come il Comune di Viterbo abbia firmato nel mese di luglio insieme agli altri 5 distretti ed altri organi istituzionali per l’apertura di un altro sportello per le vittime di reato”.