di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Incontro questo pomeriggio nella sala del consiglio comunale per un aggiornamento sulle azioni in atto contro l’ampliamento della discarca recentemente confermato dalla Regione Lazio, incontro voluto dal Movimento Civico Viterbo Venti Venti e Io Apro Rinascimento

Durante la riunione, la sindaca Chiara Frontini ha sottolineato l’importanza della questione per il patto civico, dichiarando: “Chi si impegna per la città ha il nostro supporto. Mi dispiace che il consigliere Daniele Sabatini l’abbia presa male, buttandola in politica. È solo difesa del territorio”.

La discussione si è concentrata sulla contestata realizzazione del nuovo invaso Vt4, con una capacità di 550mila metri cubi per 640mila tonnellate di rifiuti, destinato a servire l’intero Lazio per una durata di sette anni. Frontini ha espresso preoccupazione per il futuro, affermando: “Per allora saremo di nuovo qui a parlare di altri ampliamenti”. Ha sottolineato che la nuova discarica servirà non solo Viterbo, ma anche altre province.

Nel 2022, su 112mila tonnellate di rifiuti prodotti dall’Ato di Viterbo, 171mila tonnellate provenivano da altre province. La regione Lazio ha giustificato l’ampliamento con la mancanza di alternative, ma Viterbo, essendo una provincia virtuosa che gestisce autonomamente i propri rifiuti, non dovrebbe subire nuovi impianti. Questa è una delle motivazioni del ricorso presentato dal comune.

Il progetto attuale, approvato dalla conferenza dei servizi a dicembre 2023, è stato successivamente ridimensionato a 550mila metri cubi a febbraio 2024, rispetto ai 960mila iniziali. Frontini sostiene che il nuovo progetto richieda un nuovo iter di autorizzazioni poiché è diverso da quello originario. “Si va in totale deroga del piano regionale di gestione dei rifiuti. Si disconosce il fatto che la provincia di Viterbo chiude il ciclo sul territorio, unica virtuosa nel Lazio, è vietato costruire altri invasi dove c’è autosufficienza”.

Frontini ha già presentato un secondo ricorso e non esclude la possibilità di un terzo, contro l’ultimo atto del procedimento, il Paur. “L’unico ampliamento che concepiamo è a uso esclusivo del territorio e non di tutta la regione”- ha concluso la prima cittadina.