VITERBO – Viterbo è la terza città più cara in Italia per cibo e bevande.  A rilevarlo l’Unione nazionale consumatori, che ha portato avanti uno studio sugli ultimi dati Istat riferiti al mese di settembre. Peggio di Viterbo fanno Cosenza e Ascoli Piceno.

Lo studio ha tenuto presente anche dei rialzi non solo registrati su cibo e bevande, ma anche rifiuti, scuola dell’infanzia, ristoranti  e alberghi.  Quindi, Viterbo è la terza città dove si spende di più per mangiare e bere, con un aumento del 14,1% ed un aggravio annuo di 785 euro. Al primo posto si piazza Cosenza, con un +16%, pari a +1034 euro in termini di aumento del costo della vita per una famiglia media e Ascoli Piceno, con un incremento dei prezzi del 14,2% pari a 773 euro. Sull’altro fronte, la città più risparmiosa per mangiare e bere è Bergamo, dove i prezzi crescono dell’8,7%, pari a 498 euro. Secondo posto per Como (+9,1%, +521 euro) e sul gradino più basso del podio Parma (+9,2%, +492 euro). Ma Viterbo si piazza anche al settimo posto tra le città più care per la ristorazione (ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, gelaterie, prodotti di gastronomia e rosticceria) con un aumento dell’8,5%. A fronte di un’inflazione annua pari per l’Italia a +5,9%, a Cosenza i ristoranti rincarano rispetto a settembre 2021 del 9,9%. Al secondo posto Palermo con +9,4% e al terzo Verona +9,2%. Seguono Forlì-Cesena (+9%), Sassari (+8,8%), Brescia (+8,8%) e, quindi, Viterbo al settimo posto (+8,5%). In ottava posizione Olbia-Tempio (+8,3%) e poi Gorizia (+8,1%). Chiudono la top ten Pistoia e Trento (+7,7% entrambe). La città più risparmiosa è Lodi (1,7%), in seconda posizione Campobasso (+2,2%), al terzo posto Vercelli (+2,4%).