E’ davvero un periodo nero per il nostro paese, e lasciamo per un attimo da parte guerra, crisi energetica e Covid. Tira una brutta aria, gli italiani non sono soddisfatti né sereni. Mediamente arrancano. Il livello di violenza che si vive nelle città è oltre i limiti, gli episodi si susseguono e vengono filmati e messi in rete (altra pratica disastrosa); ogni giorno un padre o una madre uccidono il coniuge/compagno e/o i figli. Una mattanza. Ci dobbiamo indignare, preoccupare? Viviamo in una situazione fuori controllo? E chi dovrebbe controllare? Quel mondo politico e amministrativo – altrettanto fuori controllo – che rappresenta oggi forse il peggior esempio di  violenza e volgarità. La giustizia punisce o assolve con criteri talvolta da brividi, il fisco segue regole che poco hanno di umano. E sopra a tutto  e a tutti la politica, i politici, i partiti, volgari e violenti. La cronaca vale più di qualsiasi altra spiegazione.
Per interessi di bottega, per stupidità, per orgoglio e ambizioni personali fanno e disfano alleanze e strategie, si permettono il lusso di far cadere un governo in un momento delicatissimo per il paese, creando imbarazzo dentro e fuori dai confini nazionali. Si può mandare il paese al voto per un braccio di ferro sul termovalorizzatore fantasma di Roma? L’Italia è in scacco, e lo sarà per mesi durante i quali non sapremo cosa sarà di noi. Governo di centro destra o centro sinistra, con quali uomini, con quali leader. E questa è violenza. Un atteggiamento arrogante che passa sopra la testa degli italiani, che già hanno dimostrato ampiamente di non riconoscersi più in questa classe politica. Imbarazzanti le dichiarazioni rilasciate a raffica ai microfoni dei media, par di essere tornati alla vecchia informazione di regime degli anni Sessanta-Settanta. Dichiarazioni solenni, spesso senza logica e senza senso, tutto nell’interesse del paese naturalmente. Il tono è grave, impegnato. Come se ciascuno di quei signori fosse in grado di cambiare il corso degli eventi. E’ evidente che vivono fuori dal mondo, fuori dalla realtà della quale peraltro continuano a discutere.
Non vogliamo parlare in questo frangente  di uomini, di partiti, di programmi. Unica deroga il caso Brunetta, meglio sarebbe dire il caso Brunetta-Annunziata. Un caso violento e volgare sotto diversi aspetti. Privo di qualsiasi senso di umanità. Renato Brunetta può essere sgradevole, arrogante, a volte irritante. Ma è uomo sicuramente preparato, capace, intelligente. Fa bene quello che fa soprattutto perché gli piace e perché vuole dimostrare a sé e agli altri di essere migliore. Con grande enfasi ha piantato in asso il Cavaliere e Forza Italia. Si può non essere d’accordo, l’uscita poteva essere gestita in modo più discreto, sono fatti suoi e dei suoi ex amici. Ma metterla così sul personale no, non era necessario. Non riporteremo espressioni e toni. Tutti violenti e volgari. Che certo non l’ex ministro non ha digerito. Fino a un momento prima era un uomo di potere, di governo.  Quei toni e quelle stupide espressioni covavano sotto la cenere, evidentemente. Non c’era rispetto reciproco, ma astio contenuto.  Sono esplosi al momento della abiura, reazioni incontrollate certo. Ma non sono stati seguiti da rettifiche, da scuse formali o informali. Anzi. La reiterazione è stata enfatizzata, moltiplicata. Possiamo fidarci di personaggi di questo genere?
Ancora, l’agguato dalla Annunziata, nella trasmissione cult della domenica pomeriggio. La giornalista ha preso al volo il caso,  gli insulti, le volgarità e le ha messe impietosamente sotto i riflettori, inducendo Brunetta a usare quello spazio tv per sfogarsi e ribattere. E’ finita sul personale, con l’ospite – abitualmente duro, spigliato, aggressivo – portato per mano ad intenerirsi, ad aprirsi, a confessarsi. Era proprio necessario? Infine la battutaccia della conduttrice che ha scatenato i social, mascherata da complimento ma per niente benevola. Brunetta era arrivato ad ammettere la sofferenza per i continui riferimenti alla sua statura? E la Annunziata spara la frase incriminata: “Però ha gli occhi azzurri, lei.. una cosa ce l’ha… delle razze superiori”.  “Peso el tacon del buso “, dicono dalle parti di Brunetta, peggio la toppa del buco. Una trasmissione politica fuori controllo, una conduttrice che “fa” politica, l’occasione per umiliare un politico che sta dall’altra parte della barricata. Violenza e volgarità gratuite.